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Scontro Fi-Lega su Milano. Salvini propone primarie, azzurri: vadano soli

Roma, 10 ott. (askanews) – L’argomento potrebbe essere nuovamente affrontato nella riunione dei leader del centrodestra che dovrebbe tenersi a inizio settimana per parlare di manovra. Ma la soluzione al momento sembra tutt’altro che a portata di mano. La scelta del nome da candidare a sindaco di Milano, infatti, fa litigare apertamente il centrodestra: Forza Italia, che punta su Matteo Perego, e la Lega, che schiera Silvia Sardone, non se le mandano a dire in pubblico, Noi moderati di Maurizio Lupi è spettatore interessato e Fratelli d’Italia si trova nello scomodo ruolo di arbitro. D’altra parte, per il partito di via della Scrofa l’obiettivo reale è la prossima presidenza della Regione Lombardia e, almeno al momento, Giorgia Meloni non ha intenzione di schierarsi dalla parte di uno o dell’altro alleato.

Da questo stallo nasce il caso del giorno che, paradosso vuole, gira attorno allo stesso argomento che sta infiammando il centrosinistra a livello nazionale: le primarie. A lanciarle è Matteo Salvini. Se il candidato “non si decide al tavolo” di coalizione, “e ci può stare”, allora – dice il segretario del Carroccio – “facciamolo decidere ai milanesi”. Una proposta che trova il muro degli azzurri che in questi giorni sono riuniti proprio nel capoluogo lombardo per l’iniziativa “L’ottimismo della ragione”. Per il segretario del partito regionale, Alessandro Sorte, infatti, non si può pensare di cambiare il metodo di selezione che ha funzionato per 30 anni. “O si fanno primarie dappertutto – è il ragionamento – oppure la Lega può andare da sola e non sarebbe una tragedia”. Parole che Sorte ribadisce e, anzi rafforza, anche dopo la piccata reazione di Lega (“L’unità del centrodestra non è negoziabile”) e Noi Moderati che, con il coordinatore lombardo Alessandro Colucci parla di posizione “inaccettabile”. Fonti azzurre spiegano questa escalation dei toni come una reazione a recenti attacchi che amministratori locali del Carroccio hanno fatto nei confronti di Matteo Perego. “Non ci stiamo – è il ragionamento – a stare zitti mentre si tenta di screditare il nostro che è un candidato forte”.

In questo scontro, Fratelli d’Italia si trova costretta a mediare sebbene dal partito di via della Scrofa si faccia filtrare una certa “irritazione” per certe affermazioni “irresponsabili” che puntano a “spaccare la coalizione senza motivo”. “Qualsiasi sia il metodo per scegliere il candidato e qualunque sarà il candidato – è la posizione dei meloniani – noi lavoreremo per tenere unita la coalizione, come abbiamo fatto fin dall’inizio rinunciando a esprimere un nome nostro”. A esplicitare nella sostanza questa posizione è il presidente del Senato, Ignazio La Russa, da sempre punto di riferimento di Fdi in Lombardia. “Come al solito – dice dalla festa del Foglio a Firenze – il centrodestra troverà la sintesi con o senza primarie”, “guai a fare muro contro muro, noi non abbiamo chiesto le primarie ma se un partito importante della coalizione, specie a Milano, come la Lega, le chiede non dico che bisogna farle, dico che non si può dire allora se ne va da solo, quello è sbagliato”.

La consapevolezza nel partito della premier, tuttavia, è che, in un modo o nell’altro, sarà difficile sciogliere questo nodo prima del 24-25 ottobre, data in cui si terrà il congresso della Lega, appuntamento al quale di certo Matteo Salvini arriverebbe troppo indebolito se nel frattempo avesse clamorosamente perso la battaglia per palazzo Marino.

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