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Sanità digitale, una strategia nazionale oltre il Pnrr: mercato Ict a 2,93 miliardi nel 2026

(Adnkronos) – La sanità italiana sta vivendo una trasformazione digitale che non è più un esercizio di stile, ma un cantiere aperto con impatti misurabili su cure, tempi e sostenibilità del sistema. Il nuovo White Paper “Tecnologie e policy per il futuro della sanità digitale” di Anitec-Assinform – presentato a Roma durante l’evento “Sanità digitale: persone, visioni, futuro” – mette in fila numeri, priorità e proposte per far fare all’Italia il salto dal Pnrr a una vera politica industriale e di servizio sulla salute connessa. 

Il mercato: crescita robusta e tecnologie abilitate
 

Secondo le elaborazioni NetConsulting cube citate nel documento, il mercato Ict della sanità ha raggiunto nel 2024 i 2,47 miliardi di euro. La traiettoria è chiara: +9,3% nel 2025 e +8,5% nel 2026, fino a 2,93 miliardi. I servizi it superano da soli 1,7 miliardi, segno che la domanda non riguarda più soltanto dispositivi e infrastrutture, ma integrazione, gestione, assistenza e continuità operativa. 

Tra le tecnologie abilitanti spiccano l’intelligenza artificiale (+35%), il cloud computing (+25%) e la cybersecurity (+15%). Un mix che riflette lo stato dell’arte internazionale: algoritmi che aiutano triage, diagnostica e pianificazione; piattaforme cloud per scalabilità e resilienza; sicurezza come condizione preliminare per trattare dati clinici e processi critici. 

Telemedicina, fse 2.0 ed ecosistema dati: i cantieri che cambiano il servizio
 

Gli investimenti del Pnrr hanno spinto la telemedicina, oggi innestata sulla Piattaforma nazionale, e accelerato due architravi della “sanità data-driven”: il Fascicolo sanitario elettronico 2.0 e l’Ecosistema dati sanitari. Sono gli strumenti che possono abilitare presa in carico territoriale, continuità assistenziale e prevenzione su base di popolazione, riducendo accessi impropri e liste di attesa. 

Il sentiment delle imprese associate ad Anitec-Assinform è eloquente: l’87% considera l’intelligenza artificiale una priorità assoluta. Resta però aperto il nodo dell’interoperabilità, tecnica e semantica, senza la quale la promessa dei dati distribuiti si spegne in silos locali. E pesa ancora la compliance normativa: il 73,91% segnala impatti significativi sulla gestione dei dati dei pazienti; oltre un terzo delle aziende dichiara di non aver mai intercettato finanziamenti per progetti di sanità digitale. 

Cinque pilastri e quattro mosse di policy
 

Anitec-Assinform individua cinque pilastri per la strategia nazionale nel post Pnrr: innovazione tecnologica, semplificazione normativa, interoperabilità, accesso stabile ai fondi e sviluppo delle competenze del personale del ssn. Dal documento emergono anche quattro mosse di policy immediate:  

– Value based procurement: passare da gare focalizzate sul prezzo a modelli che premino outcome clinici, qualità e impatti misurabili su processi e pazienti. 

– Standard aperti obbligatori: adottare formati e protocolli comuni per garantire portabilità e riuso dei dati lungo il percorso di cura. 

– Fondo nazionale stabile: superare la logica “a sportello” e la discontinuità dei bandi, assicurando una base pluriennale per la sanità digitale. 

– Upskilling strutturato: programmi continuativi di aggiornamento per clinici, tecnici e amministrativi, perché il cambiamento organizzativo segua l’innovazione tecnologica. 

Un lavoro di filiera
 

Il White Paper è frutto del Gruppo di lavoro “Digital transformation in sanità”, coordinato da Fulvio Sbroiavacca, e della collaborazione tra imprese e associazioni. Hanno contribuito Almaviva, Cisco, Engineering, Exprivia, ibm, InterSystems, Kelyon, Microsoft, Oracle, Praezision e Salesforce, insieme ad aiop, Assobiotec-Federchimica, Assolombarda, Farmindustria, Confindustria Dispositivi Medici e Confindustria. Un perimetro che fotografa l’ecosistema reale in cui innovazione clinica, regolazione e industria si intrecciano. 

All’evento hanno partecipato esponenti istituzionali, imprese Ict e associazioni del life science, tra cui Andrea Costa, esperto per l’attuazione del pnrr del Ministero della Salute. Dal confronto è uscita una richiesta convergente: governare il “dopo Pnrr” con una cabina di regia unica, linee guida chiare e strumenti semplici per scalare i progetti migliori. 

La chiamata all’azione
 

“Le tecnologie sono pronte e molte soluzioni già operative. L’Italia dispone di competenze e casi di successo in grado di rendere la sanità più efficiente, sostenibile e centrata sulla persona. Il Pnrr ha avviato il percorso, ma è arrivato il momento di una vera strategia nazionale per la sanità digitale, con fondi stabili e un coordinamento costante. Serve collaborazione concreta tra pubblico e privato per mettere a sistema le migliori pratiche e ottenere risultati reali”, ha dichiarato Domenico Favuzzi, vice presidente vicario Anitec-Assinform, con delega alle relazioni con i territori e al monitoraggio del Pnrr. 

Il messaggio di fondo è netto: per trasformare gli investimenti in risultati visibili per cittadini e operatori servono regole semplici, obiettivi misurabili, un’infrastruttura dati sicura e interoperabile, e competenze diffuse. La traiettoria di mercato indica che la domanda c’è. La differenza, d’ora in poi, la farà la capacità di sistema di far dialogare tecnologie, organizzazioni e persone lungo un percorso unitario e continuativo. 

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