Il giornale italiano 1° in Québec e in Canada

ULTIM'ORA ADNKRONOS

Sanità digitale: l’asse tra Italia e Francia

Roma, 29 ott. (askanews) – L’incontro “AI e Salute”, svoltosi a Palazzo Farnese, sede dell’Ambasciata di Francia in Italia, ha riunito istituzioni, centri di ricerca e aziende tecnologiche come la francese Lifen e l’italiana Aindo. Al centro del dibattito, il ruolo che Italia e Francia possono svolgere per definire la strategia europea sui dati sanitari, trasformando l’EHDS da norma a infrastruttura per cura e ricerca. A fronte dei modelli di gestione dati statunitensi e cinesi, l’Europa punta a coniugare innovazione tecnologica e tutela dei diritti dei cittadini.

“Il tema dell’evento di oggi è lo European Health Data Space, ovvero lo spazio europeo dei dati sanitari. Nello specifico, l’obiettivo di questo incontro è mettere attorno allo stesso tavolo i principali attori che contribuiranno a dare forma alla cornice regolatoria implementata dall’Europa, la quale diventerà effettivamente operativa a partire dal 2029. L’idea centrale è proprio quella di avviare un dialogo tra i diversi key player del settore per definire un’iniziativa che consenta, entro il 2029, la condivisione dei dati sanitari su scala europea per finalità di ricerca, sviluppo e innovazione” ha dichiarato Daniele Panfilo, co-founder e CEO di Aindo.

Un tema centrale riguarda l’impiego sicuro delle informazioni cliniche, dove la necessità di progredire nella ricerca scientifica deve integrarsi con la massima protezione dei dati dei pazienti.

“La tutela della privacy non può e non deve limitare la ricerca scientifica necessaria a curare le persone. È fondamentale trovare soluzioni abilitanti che rendano la ricerca pienamente conforme alla normativa sul GDPR e sulla riservatezza dei dati: solo così l’Europa potrà rimanere competitiva, nell’ambito dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie, rispetto a grandi potenze come Stati Uniti e Cina. L’Europa ha definito un quadro normativo molto solido che spesso viene percepito come un limite; in realtà rappresenta la vera chiave di svolta, un settore e un mercato regolamentato in cui il nostro continente può davvero fare la differenza e dire la sua” ha aggiunto Panfilo.

Guardando all’orizzonte europeo e alle stime della Commissione, che prevede ben 11 miliardi di euro di risparmi in dieci anni e una crescita stimata tra il 20% e il 30% per la sanità digitale, il successo di questa grande infrastruttura dipenderà, quindi, proprio dalla capacità di coniugare standard metodologici condivisi e soluzioni tecnologiche avanzate, indispensabili per rendere l’Europa un punto di riferimento globale nella medicina del futuro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

NOTIZIE RECENTI

Adnkronos

Pubblicità

Askanews