Roma, 11 lug. (askanews) – “La Sicilia può essere una delle capitali delle rinnovabili”.
Lo ha sottolineato Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde, a Trapani in occasione del convegno “Sicilia tra minaccia climatica e opportunità. Energia, paesaggio, pesca e sviluppo: come costruire una transizione condivisa”. L’evento, promosso da Fondazione UniVerde, CNR-DSSTTA (Dipartimento di Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente), Stazione Zoologica Anton Dohrn – Sicilia e CNR-IRBIM (Istituto per le Risorse Biologiche e le Biotecnologie Marine) con il patrocinio del Libero Consorzio di Trapani, che ha ospitato l’incontro pubblico presso la Sala “Li Muli”, è stato occasione per un confronto trasparente e pragmatico sui rischi dovuti al climate change e sulle opere capaci di coniugare le potenzialità di una giusta indipendenza energetica, basata sulle energie pulite e sul superamento dei combustibili fossili, con la crescita economica ed occupazionale e con le esigenze di territori che rischiano di trovarsi sempre più esposti agli effetti dei fenomeni climatici estremi.
“Le rinnovabili – ha aggiunto – devono essere sostenibili e co-progettate insieme alle realtà locali, agli agricoltori e ai cittadini. È questa la grande sfida che permetterà anche alla Sicilia di diventare leader della transizione energetica in atto. La rivoluzione EcoDigital ci guida verso la piena maturità delle rinnovabili, in particolare solare ed eolico, ponendo attenzione alla certificazione e al monitoraggio costante delle opere, che devono essere sempre rispettose dell’ambiente, della fauna migratoria e delle risorse terrestri e marine. Il solare, in questo scenario, può rilanciarsi attraverso un agrivoltaico co-progettato con imprese agricole e comunità locali, secondo un modello virtuoso che vede moduli elevati da terra, al di sopra delle coltivazioni e ben distanziati tra le file, permettendo di generare energia pulita senza sacrificare il suolo agricolo. Inoltre, grazie all’ombreggiamento parziale e al microclima che si crea sotto i pannelli, le colture possono beneficiare di uno scudo naturale contro il calore eccessivo e le radiazioni solari intense. Parallelamente, è fondamentale che gli impianti eolici offshore rispettino le rotte migratorie, la biodiversità marina e le attività produttive locali. Il valore di questo incontro risiede proprio nella partecipazione della comunità scientifica nazionale, la cui autorevolezza si pone come massima garanzia di qualità per realizzare rinnovabili realmente sostenibili e rilanciare i territori e le loro economie”.





