(Adnkronos) – “‘Come va?’ Questo ho detto a Bernardo Iovene e Luca Bertazzoni. Mi hanno risposto dandomi del ‘venduto’ e del ‘pezzo di merda’. Dentro la Rai mi è sembrato un po’ esagerato, fuori magari ne avremmo parlato. Detto questo, non voglio che vengano presi provvedimenti disciplinari. Capisco che, avendo contestato la doppia morale del santone Ranucci, io debba finire al rogo come gli eretici. Ma io sono un giornalista che fa domande a tutti, di ogni tipo, e continuerò a farle”. Lo afferma, in un’intervista a ‘il Messaggero’, il giornalista Salvo Sottile tornando sulla polemica su Report e lo scambio nel cortile della sede Rai di via Teulada con i due inviati di ‘Report’.
Sottile ricorda che i contrasti con Ranucci risalgono a quell’inchiesta di qualche anno fa in cui si fece il nome di suo padre, storico cronista palermitano, completamente estraneo ai fatti: “Sì, anche. In quell’occasione, senza scrupoli, fece arrivare schizzi di fango su una persona completamente estranea ai fatti, citata solo come suggestione. E poi Ranucci ora si paragona a Falcone e Borsellino, a Giulio Regeni… Siamo nella mitomania più assoluta”.
“Io nei miei video social commento sia la cronaca che l’attualità politica. L’unica cosa in questo senso è stata dire la mia sul caso Ranucci: ho posto un problema di opportunità e di metodo – osserva replicando ad alcuni commenti sui social – e lui e quelli di Report fanno domande per avere risposte, devono anche accettarle senza parlare di attacco alla libera stampa”.





