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“Radici”: De Rossi, l’Ostiamare e il riscatto di un territorio

Roma, 15 ott. (askanews) – Una clip tratta da “Radici”, la docuserie di Nicola Ravera Rafele presentata alla Festa del Cinema di Roma, con protagonisti Daniele De Rossi e l’Ostiamare. Una storia di riscatto di un territorio, amicizia e ritorno alle proprie origini. Uscirà prossimamente su Sky e Now.

Prima degli stadi pieni, della Nazionale e della Coppa del Mondo, c’era un campo a Ostia. Daniele De Rossi giocava lì. Molti anni dopo ha deciso di tornarci. Da questo ritorno nasce “Radici”, che racconta la prima stagione della società nella quale De Rossi ha cominciato a giocare, e insieme una storia più grande: quella di un territorio che prova a rinascere e crescere attraverso il calcio. Ostia non fa da sfondo. È parte della storia. Un luogo complesso, con un’identità forte, dove per generazioni il campo di calcio è stato anche l’unico posto dove andare, incontrarsi, stare insieme. Come in tanti altri quartieri e città italiane, spesso il calcio è stato semplicemente questo: qualcosa da fare e qualcuno con cui farlo.

“Radici” parte dall’Ostiamare per raccontare anche il valore che una società sportiva può avere per un territorio, per i ragazzi e per le famiglie. La possibilità che un club cresca e, crescendo, contribuisca a migliorare quello che gli sta intorno. Ma la serie guarda anche a quello che il calcio è diventato. Un’industria globale, un prodotto, uno spettacolo, una macchina capace di generare immagini e contenuti senza fermarsi mai. È il calcio delle nuove generazioni e non avrebbe senso guardarlo soltanto con nostalgia. Ma prova a chiedersi cosa valga la pena non perdere. Il campo sotto casa. Lo spogliatoio. Il rapporto tra una squadra e la sua gente. L’appartenenza a un posto. Il tempo passato insieme prima e dopo una partita. L’idea che il calcio non debba essere soltanto qualcosa da guardare, ma possa continuare a essere qualcosa da vivere. È dentro questa trasformazione che si muove la storia dell’Ostiamare: un club che vuole diventare più grande senza diventare qualcos’altro. E quella di De Rossi, che da protagonista del calcio ai massimi livelli torna nel dilettantismo per provare a costruire qualcosa di importante. Per capire cosa del calcio di prima può ancora servire a quello che verrà.

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