L’iniziativa della Fondazione Magnani-Montaruli e l’ITHQ

La 20ª edizione del gala di beneficenza ha riunito oltre 125 ospiti attorno a una cena d’autore, raccogliendo fondi destinati a borse di studio per soggiorni formativi in Italia
MONTRÉAL – Vent’anni di storia, una missione immutata e un risultato che supera ogni aspettativa. La ventesima edizione della serata di beneficenza della Fondazione Magnani-Montaruli, svoltasi l’11 maggio scorso all’Institut de Tourisme et d’hôtellerie du Québec, ha scritto una nuova pagina nel suo lungo impegno a favore della formazione enogastronomica italiana in Québec: 72 000 dollari raccolti in una sola serata, destinati a portare i migliori studenti del programma di cucina italiana e di sommellerie dell’ITHQ direttamente nel cuore della Penisola. Perché l’Italia, per chi vuole davvero capire il vino e la cucina italiana, non si studia soltanto sui libri. Lo sanno bene i fondatori di questa istituzione, nata nel 1999 con una visione precisa: offrire ai giovani talenti quebecchesi la possibilità di immergersi nelle tradizioni enogastronomiche tricolori, di camminare tra i filari, di toccare con mano i prodotti, di respirare una cultura gastronomica millenaria. Da allora, la Fondazione ha investito più di 850 000 dollari in borse di studio, cambiando concretamente il percorso formativo di decine di studenti.

La serata dell’11 maggio ne è stata la dimostrazione più eloquente. Più di 125 ospiti hanno preso posto a tavola versando 600 dollari a persona, non solo per sostenere una causa, ma per vivere un’esperienza gastronomica di rara qualità. In sala, tra i convitati d’onore, Paolo di Pietrantonio, Presidente del Consiglio di amministrazione dell’ITHQ, e l’On. Liza Frulla, Direttrice generale dell’istituto. Al loro fianco, i partner che rendono tutto questo possibile: la SAQ e Air Canada, presenze fedeli e indispensabili di questa avventura annuale.
Ma il vero protagonista della serata è stato il cibo. In cucina, un tandem d’eccezione: lo Chef Bruno Ruffini, docente della Scuola Internazionale di Cucina Italiana ALMA di Colorno, nel cuore dell’Emilia-Romagna, ed Elvio Galasso, chef e insegnante del programma di cucina italiana dell’ITHQ, affiancato dalla sua brigata di studenti. Insieme hanno dato vita a un menu costruito interamente attorno ai prodotti a Denominazione di Origine Protetta (DOP) italiana — formaggi, salumi, paste, oli — abbinati a vini selezionati tra le migliori etichette della Penisola. Un matrimonio perfetto tra territorio e sapere artigianale, capace di trasportare gli ospiti idealmente dall’altra parte dell’Atlantico.
A impreziosire ulteriormente la serata, diverse aste di vini italiani pregiati in vari formati, che hanno acceso la competizione tra gli ospiti e contribuito in modo determinante al risultato finale. “Questo perfezionamento in Italia ha una grande importanza sul piano della formazione”, ha dichiarato Paul Caccia, presidente della Fondazione e direttore principale degli affari commerciali esteri e delle comunicazioni all’ITHQ. “È il modo migliore per ispirarsi alle tradizioni enogastronomiche italiane e poi immaginare una cucina creativa nel Québec di oggi”. Parole che riassumono con precisione la filosofia di un’istituzione che, da ventisei anni, crede che la vera formazione non abbia confini e che il viaggio, quando è ben preparato, valga quanto un anno di studio.





