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Pupo in concerto a Montréal tra grandi successi e nuove canzoni

PROSSIMAMENTE IL CANTAUTORE TOSCANO NELLA METROPOLI QUEBECCHESE

 

Il 7 novembre, al Teatro Rialto di Montréal, Enzo Ghinazzi si esibirà con lo spettacolo Pupo 50… storia di un equilibrista, per celebrare i 70 anni dell’artista e i 50 di carriera. L’intervista al cantante italiano

 

Pupo al CLDV nel giugno del 2024

 

Pupo a inizio carriera

 

MONTRÉAL – Il 2025 è un anno indimenticabile per Enzo Ghinazzi, in arte Pupo. Lo scorso 11 settembre ha compiuto 70 anni, una data che si intreccia con un altro traguardo eccezionale: 50 anni di carriera. Ne aveva solo 20 quando pubblicò il suo primo singolo, Ti scriverò, dando il via a una storia intensa e poliedrica tra musica, televisione, radio e anche pubblicazioni letterarie. Un percorso segnato anche da momenti difficili, che Pupo ha saputo affrontare e trasformare in nuove opportunità, dimostrando una straordinaria capacità di rialzarsi e reinventarsi.

 

In occasione di questi due anniversari, partirà per il suo tour mondiale Pupo 50… storia di un equilibrista, che lo vedrà impegnato tra il 2025 e il 2026 in Europa, America e Asia. Da Vienna a Berlino, da Zurigo a Londra, Parigi e Madrid, fino all’oltre Atlantico, passando per lo spettacolo di Capodanno a Roma, per concludersi con il gran finale a Firenze il 27 maggio 2026. Tra le tappe americane spicca quella di Montréal, organizzata da Ralph Buttino di VMG Entertainment, dove si esibirà il 7 novembre al Teatro Rialto. Lo abbiamo intervistato in esclusiva.

 

Pupo e Ralph Buttino di VMG Entertainment

 

Per Enzo Ghinazzi, compiere 70 anni è sicuramente una svolta importante: “Li considero un traguardo considerevole  – ha detto – perché per natura non mi fermo mai: finisco un progetto e ne comincio subito un altro. Anche a questa età continuo a programmare il mio futuro, sia professionale che privato”. Poi ha aggiunto: “Considerando quello che la vita mi ha offerto, come sono andate le cose, la fortuna che ho avuto, sento che sono più un punto d’arrivo di cui non posso lamentarmi che un punto di partenza”.

 

I suoi 70 anni sono indissolubilmente legati ai 50 di carriera: “Il mio primo disco, Ti scriverò, è uscito quando ero appena ventenne”, ha ricordato. “Che Enzo arrivasse a 70 anni era normale, ma che Pupo, nato negli anni Settanta con canzoncine d’amore in un’epoca dominata dai cantautori impegnati, riuscisse a festeggiare mezzo secolo di carriera era impensabile. È stata una sorpresa, direi quasi un miracolo, e sono felice di aver preso parte a questa storia straordinaria”.

 

Ciò che sorprende è anche la sua capacità di rimanere attuale e seguito da un pubblico trasversale. “I miei fan vanno dai ragazzini agli adulti – ha spiegato – forse perché non vedono solo il cantante, ma l’uomo, con le sue esperienze, difetti e debolezze. Sono sempre stato onesto nel mettermi a nudo, e questo piace ai giovani”. Al concerto di Montréal canterà alcuni brani del nuovo album, tra cui Insieme e Penso a te, canzoni che “parlano di sentimenti universali e in cui anche i ragazzi si ritrovano, più di quanto succeda nelle liriche aggressive di certi rapper”.

 

Le sue canzoni, del resto, raccontano la sua vita: “Su di noi narra una storia d’amore vera, quella con la cantante Donatella Milani – ha raccontato Pupo – e rappresenta bene il nostro rapporto, intenso ma pieno di insidie”. E ha aggiunto: “Mi ritrovo molto anche in Firenze Santa Maria Novella, nata dall’amore per la mia terra, la Toscana. Poi ci sono brani più recenti, come Insieme, che esaltano la forza dello stare uniti. E non dimentico Sarà perché ti amo, scritta per i Ricchi e Poveri e diventata un successo mondiale. Ogni mia canzone rappresenta un pezzo di me”.

 

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La carriera di Pupo non è stata solo fatta di successi. “Gli inizi, dal 1975 al 1982, sono stati un’escalation straordinaria – ha sottolineato – ma dall’83 è iniziata una fase di crisi, personale e artistica, durata fino alla fine degli anni ’80. Ci fu un vero e proprio crollo psicologico e creativo, le vendite dei dischi calarono notevolmente”. Tuttavia, ha confessato che questi ostacoli “mi hanno spinto a reinventarmi: iniziai a condurre programmi televisivi e nel 1989, con Domenica In, rilanciai la mia carriera televisiva”. Gli alti e bassi, in cinquanta anni, hanno segnato la sua vita professionale, rendendo indimenticabili sia i successi iniziali sia la rinascita degli anni successivi.

 

Nonostante l’età, Pupo continua a calcare i palchi più importanti del mondo. “La motivazione è fondamentale”, ha detto. “Non lo faccio per soldi: economicamente sto bene. È proprio una necessità di vita. Senza il palcoscenico mi sentirei perso. Il contatto con il pubblico nei teatri e nei concerti è il vero senso della mia esistenza. Non riuscirei a stare senza il calore delle persone”.

 

Rivolgendosi alle nuove generazioni di cantautori, ha dato loro un consiglio: “Siate sempre voi stessi. Non cercate il consenso a tutti i costi, non manipolate i sentimenti del pubblico. A volte essere autentici coincide con il gradimento, a volte no, ma bisogna accettarlo”.

 

Il pubblico di Montréal conosce bene Pupo: “La mia prima esibizione in Québec risale al 1978 e ogni volta ho trovato calore, affetto e stima. Il 7 novembre festeggerò con voi i miei 70 anni e i 50 di carriera. Ringrazio Ralph Buttino per l’organizzazione perfetta. Alle persone dico: venite con lo stesso entusiasmo di sempre. Io sarò pure un po’ invecchiato, ma resto sempre il vostro Pupo”.

 

Lo spettacolo, intitolato Pupo 50… storia di un equilibrista, proporrà alcuni brani nuovi, arrangiamenti diversi, ma i suoi grandi successi saranno cantati così come il pubblico li ricorda: “Gelato al cioccolato, Su di noi, Firenze Santa Maria Novella. Non amo stravolgerli”. Ogni performance, comunque, rimane unica e irripetibile, grazie all’improvvisazione e alla naturale capacità del cantante di rendere ogni concerto speciale.

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