(Adnkronos) – Ad usare i fondi del piano nazionale complementare al Pnrr, che a differenza di quest’ultimo viene finanziato dal Tesoro emettendo titoli di Stato, un “buon ministro delle Finanze”, come un “buon padre di famiglia”, ci pensa “due volte”, perché i primi costano molto di più dei prestiti che arrivano dalla Commissione Europea. Lo spiega il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, a margine dell’Ecofin informale nei pressi dell’aeroporto di Stoccolma, in Svezia. Il Piano nazionale complementare al Pnrr, finanziato dall’Italia con circa 31 mld di euro, finanzia i piani nazionali non coperti dalla Recovery and Resilience Facility.
Gli sfaccendati del terzo millennio
Pensavo in questi giorni a Umberto Eco e al suo j’accuse nei confronti delle legioni di imbecilli a cui i media sociali hanno conferito il diritto di esprimersi in ogni campo, digitando compulsivamente, istantaneamente pubblicabili, i flatus vocis più insensati. Una provocazione, quella di Eco, che all’epoca suscitò scandalo, ma che oggi appare una vera e propria diagnosi sociologica.





