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Panama, terremoto magnitudo 7,6 semina il panico nella capitale

Roma, 10 ott. (askanews) – Un terremoto di magnitudo 7,6 sulla scala Richter ha colpito Panama, provocando il panico nella capitale e il crollo di alcuni edifici. Al momento non sono state segnalate vittime. La scossa si è verificata alle 12.56 ora locale (le 19.56 italiane), con epicentro a 10 chilometri da Pitaloza Arriba, nella provincia di Herrera, nella parte centro-meridionale del Paese, secondo quanto riferito dallo Usgs (Servizio geologico degli Stati Uniti).

Successivamente, i servizi specializzati statunitensi hanno diramato un’allerta tsunami per la parte orientale dell’Oceano Pacifico. La minaccia è ormai rientrata e non sussiste più alcun rischio di tsunami, ha comunicato il sistema statunitense di allerta tsunami.

Inizialmente, lo Usgs aveva indicato una magnitudo di 8, per poi correggerla a 7,6. La scossa è stata registrata a una profondità relativamente ridotta, pari a 12 chilometri.

“Sono sotto shock e non sono riuscito a mettermi in contatto con la mia famiglia”, ha raccontato Luis Poveda, dipendente di uno stabilimento industriale situato a Santiago de Veraguas, nella parte centrale del Paese. Secondo le immagini diffuse dai media locali, un hotel è parzialmente crollato nella città di Penonomé, 150 chilometri a sud-ovest della capitale Panama. Anche una chiesa dello stesso comune ha riportato gravi danni e su altri edifici sono comparse delle crepe.

“Siamo usciti tutti di corsa dall’edificio, i cavi elettrici oscillavano”, ha raccontato all’Afp Arnulfo Santos, un altro lavoratore intervistato a Santiago de Veraguas.

La protezione civile stava valutando i danni, rilevati soprattutto nelle regioni centrali di Herrera, Azuero, Veraguas e Los Santos. Secondo le immagini diffuse dalla stampa locale, una strada nella provincia di Veraguas presentava delle crepe.

Il terremoto, avvertito per circa un minuto, è stato percepito con particolare intensità a Panama, dove migliaia di persone, in preda al panico, hanno abbandonato gli edifici, secondo quanto constatato dalla France Presse.

I terremoti colpiscono raramente la capitale e si verificano soprattutto nella provincia di Chiriqui, nella parte occidentale del Paese, al confine con la Costa Rica. Secondo i rapporti preliminari del Sinaproc (Sistema nazionale di protezione civile), la scossa è stata avvertita in tutto il Paese e persino a San José, capitale della vicina Costa Rica.

Per quanto riguarda il Canale di Panama, situato a circa 200 chilometri dall’epicentro del terremoto, le operazioni proseguivano “normalmente”, ha annunciato l’ente che gestisce la via navigabile. “Sono stati attivati i protocolli di emergenza” e gli impianti sono attualmente sottoposti a ispezioni “per individuare eventuali danni”, ha dichiarato in un comunicato l’Autorità del Canale di Panama (Acp), responsabile di questa via di comunicazione che collega gli oceani Pacifico e Atlantico.

Secondo i dati di tracciamento di Lseg Workspace, circa 90 navi, tra cui portarinfuse, petroliere e portacontainer, erano in attesa alle due estremità di questa strategica via navigabile, per attraversarla oppure attraccare ai moli che servono i terminal di stoccaggio e le strutture per il trasbordo delle merci.

Secondo l’istituto locale di geoscienze, dopo la potente scossa sono state segnalate più di dieci forti repliche, alcune delle quali di magnitudo 6 sulla scala Richter. Sul proprio account del social network X, il presidente di Panama, José Raúl Mulino, ha dichiarato di aver chiesto agli organismi specializzati di fornirgli “rapporti sugli effetti” del sisma, invitando al contempo la popolazione a mantenere la calma.

Lunedì prossimo Panama avrebbe dovuto organizzare un’esercitazione nazionale di evacuazione per verificare la capacità del Paese di intervenire in caso di terremoto. Anche il Venezuela e la Colombia sono stati colpiti da forti terremoti negli ultimi mesi, che complessivamente hanno provocato migliaia di vittime.

Il ministero dell’Istruzione ha annunciato la sospensione delle lezioni su tutto il territorio nazionale, in “tutti gli istituti scolastici”. Il sistema statunitense di allerta tsunami aveva avvertito che onde di tsunami avrebbero potuto raggiungere le coste del Pacifico orientale, dal Messico al Perù, segnalando la possibilità di onde “pericolose (…) nelle successive tre ore”.

Lo Usgs ha stimato che le perdite economiche potrebbero ammontare a una cifra compresa tra l’1 e il 10 per cento del prodotto interno lordo di Panama. Secondo il fornitore di energia elettrica Naturgy, sei province sono rimaste senza corrente. Anche l’aeroporto internazionale di Tocumen, uno dei principali hub del trasporto aereo regionale, ha sospeso i voli.

Nestor Luque, direttore dell’Istituto di geoscienze di Panama, ha dichiarato che il terremoto è stato provocato dal sistema di faglie Azuero-Sona, caratterizzato da un accumulo di pressione protrattosi per lungo tempo. “Si tratta di un sistema di faglie attive che, di tanto in tanto, a causa dell’accumulo di tensioni, rilasciano una quantità di energia di questa portata”, ha spiegato, “I segnali sismici si sono propagati su tutto il territorio nazionale, il che spiega perché il terremoto sia stato avvertito ovunque”.

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