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Niente dazi antidumping per la pasta italiana negli USA

di Alessandra Cori

 

Il prodotto simbolo del Mady in Italy agroalimentare continua ad essere competitivo

 

Scongiurato il dazio antidumping sulla pasta italiana. Il Dipartimento del Commercio Usa ha pubblicato la decisione conclusiva sulla vicenda dei dazi antiduping che rischiavano di colpire 13 differenti marchi della pasta Made in Italy accusati di aver messo in commercio i propri prodotti a costi inferiori a quelli di mercato facendo così una concorrenza sleale ai produttori locali e alterando gli equilibri di mercato.

 

La minaccia dei dazi aggiuntivi, che sarebbero potuti arrivare fino al 91,7%, era emersa nello scorso settembre e aveva riguardato importanti brand della pasta italiana.

 

Una minaccia piuttosto pesante considerati i dazi che già gravano sulle esportazioni italiane negli Stati Uniti, senza dimenticare l’ulteriore aggravio derivante dalle recenti tensioni internazionali in Medio Oriente con il rischio di forti rincari dei prezzi dell’energia e dei trasporti. In più, per quanto riguarda i dazi antidumping, non ci sarebbe stato neanche il “paracadute” della famosa sentenza della Corte Suprema USA, visto che questi non hanno nulla a che fare con le tariffe introdotte dal presidente Trump.

 

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Comunque, dopo una lunga investigazione e dopo le rassicurazioni e i documenti forniti dalle aziende italiane, la decisione delle autorità statunitensi è rientrata. A renderlo noto è stato il Ministero degli Affari Esteri che ha aggiunto che i dazi inizialmente previsti intorno al 90% sono stati ridotti al 7% o addirittura al 2%.

 

A sostegno dei produttori italiani erano intervenuti nei mesi scorsi sia il Governo italiano che la Commissione UE, fornendo collaborazione nel deposito alle autorità USA delle memorie difensive e delle documentazioni da parte delle imprese italiane.

 

“C’è chi dava l’allarme e chi invece manteneva la calma e si impegnava per risolvere il problema – ha commentato il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida-. Ci siamo messi al lavoro immediatamente con la nostra ambasciata a
Washington, e con i colleghi del Governo, per annullare quella che appariva fin da subito una misura ingiustificata. L’abbassamento significativo dei dazi sulla pasta rende giustizia alle nostre aziende e a un prodotto simbolo del Made in Italy nel mercato statunitense”.

 

Un sospiro di sollievo è stato tirato anche da parte del mondo agricolo.

 

Infatti, l’abbassamento dei dazi antidumping sulla pasta di semola italiana, hanno detto in una nota le maggiori organizzazioni agricole italiane, salva un valore dell’export di pasta che ha raggiunto nel 2025 la cifra di quasi mezzo miliardo di euro, scongiurando il rischio di favorire le imitazioni e penalizzare le imprese tricolori.

 

“Come Unione italiana food esprimiamo grande soddisfazione per questo risultato, che premia la correttezza, l’operato e il lavoro costante delle nostre imprese associate nel mercato USA – ha commentato Cristiano Laurenza, segretario dei pastai di Unione italiana Food -. Fin dall’inizio le aziende hanno affrontato con serietà, coesione e spirito di collaborazione un percorso complesso e delicato. Quanto ottenuto dimostra che il ruolo di Unione italiana food è centrale nel rappresentare, tutelare e accompagnare le aziende italiane nelle battaglie giuste, soprattutto quando si tratta di difendere la qualità, la correttezza e la competitività del Made in Italy sui mercati internazionali”.

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