Roma, 1 ott. (askanews) – Centinaia di imprese, migliaia di lavoratori e oltre 300 mila studenti. Sono i numeri della nuova rappresentanza nazionale nata per tutelare il ruolo dei Poli di orientamento e costruire regole uniformi ed equilibrate nel mercato dell’università digitale in Italia. L’obiettivo è quello di trasformare una rete sino ad oggi frammentata in un interlocutore collettivo nazionale, capace di dialogare con Università, gruppi industriali e Istituzioni e di contribuire alla definizione delle regole del futuro dell’università digitale italiana.
ATuPU – Associazione per la Tutela dei Poli Universitari, è l’acronimo scelto per la nuova associazione di categoria costituita per rappresentare, coordinare e tutelare i Poli di orientamento, gli E-Learning Center Point e le imprese che operano nella rete territoriale delle Università Telematiche italiane.
ATuPU, spiegano i promotori in una nota ‘nasce dall’esigenza di dare una voce unitaria a una componente del sistema universitario che negli ultimi anni ha assunto un peso economico, occupazionale e sociale sempre maggiore, contribuendo in maniera determinante alla crescita della formazione universitaria digitale in Italia’.
I numeri descrivono ormai un vero e proprio comparto industriale: secondo il Rapporto ANVUR 2026, le 11 Università Telematiche riconosciute in Italia hanno raggiunto nell’anno accademico 2024/2025 307.861 studenti iscritti, contro i circa 119 mila del 2018/2019: una crescita di circa il 159% in appena sei anni. Gli studenti delle telematiche rappresentano ormai circa il 15% dell’intera popolazione universitaria italiana. Anche sotto il profilo economico le dimensioni raggiunte sono rilevanti. Le elaborazioni dell’Area Studi Mediobanca – rileva ancora ATuPU – sui dati 2024 collocano i proventi complessivi delle Università Telematiche nell’ordine di oltre un miliardo di euro l’anno. Il comparto genera circa il 5,2% dei proventi dell’intero sistema universitario italiano, ma il 21,6% dei suoi utili, con una marginalità operativa media significativamente superiore a quella degli altri segmenti universitari.
È, inoltre, un mercato caratterizzato da una crescente concentrazione: ‘nel 2024 – prosegue il comunicato – il principale gruppo operante nel settore rappresentava da solo circa il 50,8% dei proventi complessivi delle Università Telematiche, con oltre 197 mila studenti e più di 511 milioni di euro di proventi riferibili ai propri Atenei. Accanto agli Atenei si è però sviluppata, in tutta Italia, una rete capillare di centinaia di imprese, società, centri di formazione e operatori territoriali. La sola rete Pegaso ha dichiarato negli anni una presenza superiore a 500 E-Learning Center Point sul territorio nazionale. I Poli svolgono attività di orientamento, informazione, assistenza alle immatricolazioni, tutoraggio, sviluppo commerciale, supporto amministrativo e presidio territoriale, investendo direttamente in strutture, personale, comunicazione e acquisizione degli studenti. Intorno a questa rete opera un indotto composto da migliaia di lavoratori tra orientatori, tutor, personale amministrativo, addetti commerciali, consulenti, professionisti e collaboratori. Non esiste ancora una rilevazione pubblica nazionale capace di quantificare con precisione il numero delle società e degli occupati riconducibili ai Poli: per questa ragione, tra le prime iniziative di ATuPU vi sarà la realizzazione di un censimento nazionale dei Poli universitari, delle imprese coinvolte, degli addetti e del valore economico generato dalla rete territoriale. La straordinaria espansione delle Università Telematiche ha modificato profondamente gli equilibri del comparto’.
Alla crescente dimensione economica e organizzativa dei gruppi universitari, evidenzia ATuPU, ‘non è sempre corrisposta una parallela evoluzione delle tutele riconosciute alla rete di imprese territoriali che hanno contribuito alla costruzione e allo sviluppo delle rispettive reti, in rapporto di dipendenza rispetto agli Atenei o holding proprietarie committenti, verso le quali vigono spesso anche clausole di esclusività, di non concorrenza, nonché di sostanziale impedimento al contenzioso. ATuPU nasce proprio dalla necessità di superare una situazione nella quale centinaia di operatori economici, spesso piccole e medie imprese profondamente radicate nei territori, si trovano a negoziare individualmente con soggetti di dimensioni e forza contrattuale enormemente superiori, le quali infatti impongono modelli contrattuali dall’alto, non trattabili e che nel complesso compongono un quadro regolatorio interno che si appalesa come estremamente ingiusto e sfavorevole alle piccole imprese che compongono la rete’.
Negli ultimi anni sono emerse poi nel comparto ‘esigenze sempre più diffuse di maggiore equità, stabilità e trasparenza, relativamente, tra le altre cose alle condizioni economiche applicate ai Poli dalle Committenti; alle improvvise modifiche dei rapporti contrattuali; ai sistemi provvigionali; all’attribuzione degli studenti; all’ingerenza sulla forma societaria del piccolo fornitore; alla gestione dei contatti commerciali e dei database; ai criteri territoriali; all’uso di marchi e segni distintivi per svolgere l’attività commissionata; agli obiettivi minimi; alla remunerazione dei servizi accessori; alla continuità degli investimenti effettuati dagli operatori; alla regolamentazione delle modalità di tutela giurisdizionale’.
La crescita del settore, concludono i rappresentanti dell’associazione, ‘non può tradursi in una progressiva esternalizzazione del rischio d’impresa verso la rete territoriale, né nella possibilità che investimenti, organizzazione, personale e avviamento costruiti nel corso degli anni dai fornitori vengano messi in discussione da variazioni unilaterali e repentine delle condizioni economiche o organizzative, le quali sono rese possibili proprio dalla mancanza di alternative sul mercato imposta dai patti di esclusività e di monocommittenza’.
‘I Poli sono una realtà enorme in Italia – continua la nota -, sebbene finora disaggregata e vulnerabile. Un bacino di imprenditori e lavoratori che rappresentano un vanto per l’Italia per la capacità di sviluppo sfoderata in meno di un decennio. Pochi settori, infatti, possono vantare una crescita come quella che si è vista nel mercato delle università telematiche, ed il merito è soprattutto dei Poli, del loro intuito e del loro impegno imprenditoriale quotidiano. ATuPU non nasce contro le Università Telematiche. Nasce per costruire con esse un rapporto più maturo, equilibrato e trasparente’.
Il presupposto è semplice: ‘la rete territoriale non costituisce un elemento marginale del modello universitario digitale, ma rappresenta una delle infrastrutture che ne hanno consentito lo sviluppo. Alcune Università telematiche definiscono pubblicamente i Poli di Orientamento come il proprio network territoriale e come il ‘reale centro di sviluppo e crescita dell’Università’, sottolineandone la funzione di collegamento tra studenti, mondo del lavoro e territorio’.
L’Associazione opererà, in particolare, per rappresentare unitariamente i Poli nei confronti degli Atenei, dei gruppi universitari e delle Istituzioni; promuovere contratti uniformi a livello nazionale che siano equilibrati, trasparenti e sufficientemente stabili, tutelando gli investimenti e l’avviamento sviluppati dalle imprese territoriali; contrastare modifiche unilaterali, retroattive o economicamente sproporzionate dei rapporti commerciali e promuovere procedure di confronto preventivo con la rete; assicurare criteri chiari nell’attribuzione degli studenti, delle provvigioni, dei territori, delle sedi e delle attività commerciali; tutelare la corretta remunerazione delle attività effettivamente svolte dai Poli e impedire che nuovi servizi o nuovi obblighi vengano trasferiti sulla rete senza un adeguato equilibrio economico; promuovere regole trasparenti sulla gestione dei lead, dei CRM, dei dati commerciali e del patrimonio informativo generato autonomamente dai Poli; vigilare sul rispetto dei principi di buona fede, correttezza commerciale, concorrenza e divieto di abuso di dipendenza economica; fornire assistenza tecnica, legale e istituzionale agli associati a prezzi calmierati; aprire un’interlocuzione stabile con il Ministero dell’Università e della Ricerca, AGCM e le altre Autorità competenti; realizzare il primo osservatorio permanente sui numeri, sull’occupazione, sui contratti e sull’andamento economico dei Poli delle Università Telematiche.
‘Il successo delle Università Telematiche è anche il successo delle centinaia di imprenditori e delle migliaia di persone che, per anni, hanno costruito sul territorio relazioni, strutture, competenze e fiducia – dichiara Matteo Fortunati, Segretario di ATuPU -. Oggi questo mondo ha raggiunto una dimensione tale da non poter più essere considerato una sommatoria di singoli partner commerciali. È un settore economico vero e proprio e come tale ha bisogno di rappresentanza, regole uniformi a livello nazionale e tutele. Non vogliamo contrapporre i Poli agli Atenei. Al contrario, vogliamo rendere questo rapporto più solido e sostenibile. Ma crescita e concentrazione del mercato devono accompagnarsi a trasparenza, proporzionalità e certezza dei rapporti contrattuali. Chi investe per anni nello sviluppo di un brand altrui deve poter programmare con serenità il proprio futuro e quello dei propri lavoratori’.





