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Nancy Forlini è la Persona dell’Anno CIBPA 2025

La cerimonia il 19 marzo scorso al C’est Classique di Saint-Léonard

I familiari ed il team Nancy Forlini di Re/Max Solutions insieme alla premiata e al marito Nick Fiasche

 

L’Associazione delle persone d’affari l’ha premiata per la straordinaria carriera nel settore immobiliare e per l’impegno costante profuso a favore della Comunità italiana di Montréal

 

Nick Fiasche e Nancy Forlini

 

MONTRÉAL – La CIBPA, l’Associazione delle persone d’affari e dei professionisti italo-canadesi, capitolo di Montréal, ha celebrato Nancy Forlini, leader del settore immobiliare e Presidente di RE/MAX Solutions – Équipe Nancy Forlini, come Persona dell’Anno 2025. Il 19 marzo scorso, circa 130 ospiti ospiti – tra leader d’affari, membri della Comunità e ospiti d’onore – hanno riempito la sala da ricevimento C’est Classique, a Saint-Léonard, per una cerimonia che ha saputo coniugare celebrazione e ispirazione.

 

Legault-Capozio: “Nancy merita questo riconoscimento”. Ad aprire la serata, il Presidente CIBPA Philippe Legault-Capozio ha ricordato la storia e il peso simbolico del premio: “Il riconoscimento di Persona dell’Anno è una delle nostre tradizioni più importanti. Ci permette di celebrare individui che incarnano i valori di leadership, integrità e impegno comunitario che definiscono la nostra organizzazione. Nancy merita pienamente questo premio”. “Istituito nel 1967 – ha proseguito il Presidente – il primo destinatario fu il Sindaco Jean Drapeau, onorato per il suo ruolo nell’Expo 67”. ll premio ha accompagnato quasi sei decenni di storia della Comunità italo-canadese di Montréal. “In sala – ha annunciato – ci sono tre ex Persone dell’Anno a testimoniare la continuità di questa tradizione: Rita Lc De Santis, Giuseppe Di Battista e Giuseppe Panzera”. Alla serata erano presenti i membri del cda CIBPA Anthony Gattuso, Michael Santillo, Ali Hussain e Santino Gurreri, insieme alla direttrice generale Gemma Marchione. Presenti anche, tra gli altri, l’artista Egidio Vincelli, Giovanna Giordano, presidente della Casa d’Italia; Pat Buttino direttore generale del Centro Leonardo da Vinci; Philippe Messina, presidente dell’Associazione dei giuristi italo-canadesi del Québec; il notaio Roberto Colavecchio, ex Presidente del Congresso Nazionale degli Italo-Canadesi, regione Québec; e – dettaglio che non è sfuggito a nessuno — la mamma di Nancy, Ida, seduta in prima fila.

 

Loffreda: “Nancy dà perché ci crede”. Con un messaggio video, il Senatore Tony Loffreda ha tracciato un ritratto preciso e affettuoso della premiata: “Insieme al marito Nick e al loro dedicato team, Nancy ha costruito un’impresa definita da professionalità, passione e un impegno incrollabile verso i clienti. Ma il riconoscimento di questa sera va ben oltre il successo professionale. Il successo porta con sé una responsabilità: restituire, rafforzare le istituzioni, aiutare la Comunità a prosperare. Nancy ha fatto proprio questo”. E ha concluso: “Nancy dà perché tiene alle persone. Dà perché crede nella Comunità”.

 

Chi è Nancy Forlini. Cresciuta nel quartiere montrealese di Ahuntsic, Nancy Forlini ha costruito in quasi quarant’anni una carriera che è diventata un punto di riferimento nel settore immobiliare quebecchese. Nel 1987, in un’epoca senza internet né portali online, la giovane Nancy scelse di dedicarsi anima e corpo al settore immobiliare. Fu una scommessa visionaria. Già negli anni Novanta era tra le primissime agenti in tutta la provincia a dotarsi di un sito web personale, intuendo prima di chiunque altro il potenziale trasformativo della tecnologia. Nel 2007 avviò la collaborazione professionale con il marito Nick Fiasche, e nel 2015 aprirono il proprio franchising RE/MAX a Saint-Léonard, con un modello innovativo basato sul lavoro di squadra. Oggi il loro team figura stabilmente tra il top 1% dei team RE/MAX a livello globale. I riconoscimenti internazionali parlano da soli: ingresso nella Hall of Fame RE/MAX, Lifetime Achievement Award, Circle of Legends nel 2012. Nel 2018, il Luminary of Distinction Award, concesso allora a soli cinque agenti in tutto il Québec. Nel 2025, il traguardo più recente e forse più luminoso: il Paramount of Excellence Award, un’onorificenza che in Quebec nessuna donna aveva mai ricevuto prima. Ma Nancy Forlini è anche altro. Governatrice della Fondazione Italiana, membro del Consiglio della Fondazione Marie-Clarac, sostenitrice dell’Ospedale Santa Cabrini e della chiesa Notre-Dame-de-la-Défense: il suo impegno filantropico è profondo, autentico e costante.

 

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Il Premio Tenacità di Egidio Vincelli. Il premio consegnato durante la serata è Tenacità, scultura del rinomato artista Egidio Vincelli, una riproduzione dell’opera originale esposta alla Casa d’Italia. La scultura evoca le difficoltà vissute dagli italo-canadesi durante la Seconda Guerra Mondiale, ma da essa si eleva un uccello in volo: simbolo potente di speranza, resilienza e rinascita.

 

 

Nancy: “Con il successo arriva la responsabilità”. Quando Nancy Forlini ha preso la parola, la sala era silenziosa. Il suo discorso non è stato un semplice ringraziamento: è stato un atto di fede pubblica verso chi l’ha sostenuta, verso la Comunità che le ha dato fiducia, e verso chiunque stia ancora lottando per costruire qualcosa di significativo. Ha ringraziato il marito Nick — “che ha visto in me un potenziale infinito quando ancora lo stavo scoprendo io stessa” — e ha guardato verso la prima fila per omaggiare la madre Ida: “Mi ha sostenuta nei momenti difficili, nell’incertezza, nei momenti in cui la strada davanti a me non era sempre chiara”. Ha poi ripercorso il filo della sua storia con la lucidità di chi ha imparato dalle proprie cadute: “Quando ho iniziato questa carriera a 25 anni, non avrei mai immaginato di trovarmi qui. Quello che sapevo era che dovevo presentarmi ogni singolo giorno, che mi andasse o no. Persistere anche quando ero sommersa dai debiti o sul punto di mollare. Quello che non sapevo era che questo percorso mi avrebbe permesso un giorno di creare opportunità per gli altri, di guadagnare la fiducia di un’intera comunità, e che la mia storia avrebbe ispirato persone che non avevo mai incontrato”. La riflessione più intensa è arrivata sul tema della responsabilità: “Con il successo arriva una responsabilità. Non solo per noi stessi, ma per le persone che guardano, per quelle che credono, per quelle che hanno bisogno di vedere che è possibile cominciare con poco e costruire qualcosa di bello, qualcosa che cambia la vita degli altri. Le persone guardano sempre — e quando lo fanno, non lasciate che questo gonfi il vostro ego: lasciate che amplifichi il vostro impatto”. Ha chiuso rivolgendosi direttamente a chi, in sala o fuori, stesse ancora combattendo la propria battaglia: “A chiunque sia ancora nel mezzo della propria lotta, ancora dubitando, ancora chiedendosi se i propri sforzi conteranno: non mollate. Continuate a mostrarvi, a credere, a diventare. Perché un giorno la stessa prova che vi ha messo alla prova potrebbe diventare la storia che ispira qualcun altro. Con fede, duro lavoro, resilienza e cuore, le cose straordinarie sono possibili”. La sala ha risposto con un lungo e sentito applauso. 

                                         (V.G.)

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