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Morbillo, sintomi, vaccini e casi in Italia: cosa sapere su virus tra più contagiosi al mondo

(Adnkronos) – Più dell’Ebola, della tubercolosi o dell’influenza. Il morbillo – responsabile della peggiore epidemia degli ultimi 35 anni per gli Usa, dove anche lo Stato di New York dopo oltre 30 anni ha segnalato il decesso di un bambino – ha una caratteristica che, insieme ad altre, lo rende particolarmente temibile: è uno dei virus più contagiosi al mondo. Può rimanere nell’aria e sulle superfici di una stanza fino a 2 ore dopo il passaggio di una persona infetta. Non solo: chi ha l’infezione può trasmetterla inconsapevolmente già 4 giorni prima della comparsa del tipico esantema. E i pediatri raccontano spesso che, quando in un palazzo ci sono bambini ammalati, si contagiano inevitabilmente anche quelli che vivono negli appartamenti vicini, ovviamente se non vaccinati. C’è un parametro che epidemiologi e infettivologi usano come riferimento per misurare la potenziale trasmissibilità di una malattia infettiva, il numero di riproduzione di base: per il morbillo questo valore è tra 12 e 18. Significa che, sulla carta, un infetto può contagiare fino a 18 altre persone. E’ uno dei segni particolari nella carta d’identità del patogeno che non solo è tornato a colpire con più forza Oltreoceano, ma anche in Europa e in Italia continua ad accumulare contagi.  

L’ultimo report Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) è del 30 ottobre e segnala che, negli ultimi 12 mesi fino al 30 settembre 2026, nell’Ue/Spazio economico europeo 30 Stati hanno notificato un totale di 2.325 casi di morbillo. Il 28% di queste infezioni sono state registrate dall’Italia, che è prima per numero di casi nel periodo considerato (651), seguita da Bulgaria (che però nell’ultimo mese censito dall’Ecdc, settembre, ha superato il nostro Paese per contagi), Romania, Spagna e Francia. In questo momento l’andamento del contagio nel Vecchio Continente sembra in calo. Ad essere colpite sono in gran parte persone non vaccinate (71,8% sul totale degli ultimi 12 mesi) o con una sola dose (16,7%). Da qui i costanti appelli degli esperti a proteggere i bambini.  

L’identikit del virus che causa il morbillo? E’ un virus a Rna del genere Morbillivirus (famiglia dei Paramyxoviridae), di cui esiste un unico sierotipo, diffuso in tutto il mondo, e l’uomo è l’unico ospite naturale, ricorda il portale Epicentro dell’Istituto superiore di sanità (Iss). Prima dell’introduzione del vaccino negli anni ’60 e dei programmi estesi di immunizzazione, si verificavano epidemie all’incirca ogni 2 o 3 anni che, a livello globale, causavano un numero stimato di 2,6 milioni di morti l’anno. Grazie alla vaccinazione si è verificata una significativa riduzione dell’incidenza nel mondo. Ma la malattia resta ancora causa di morbilità e mortalità, segnalano gli esperti nel focus. L’Oms stima che nel 2024 siano morte di morbillo 95mila persone, per lo più bambini under 5, e la maggior parte dei decessi avviene in Paesi in via di sviluppo. Tutte e 6 le regioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) hanno fissato obiettivi di eliminazione (interruzione della trasmissione endemica). Ma l’eliminazione richiede livelli di immunità molto elevati nella popolazione e basta un calo nelle coperture a lasciare spazi pericolosi alla malattia, come testimonia il caso degli Usa che, liberi dal morbillo dal 2000, ora rischiano di perdere questo status. Il verdetto potrebbe arrivare nei prossimi giorni quando si riunirà (il 10-13 novembre) la Commissione regionale di monitoraggio e riverifica per l’eliminazione del morbillo e della rosolia, organismo dell’Organizzazione panamericana della sanità (Paho). 

Come si trasmette e quali sono i sintomi del morbillo? Il primo dato da sapere è che il 90% delle persone suscettibili esposte a una persona infetta contrae la malattia. Nei Paesi a clima temperato, segnala Epicentro, il picco d’incidenza è verso la fine dell’inverno e a primavera. Il contagio avviene tramite secrezioni nasali e faringee e goccioline respiratorie che si diffondono nell’aria quando il malato tossisce o starnutisce. La contagiosità si protrae fino a 4 giorni dopo la comparsa dell’eruzione cutanea. Le prime spie dell’infezione si presentano dopo un’incubazione che varia da 7 a 18 giorni (in media 10-12) e sono simili a quelli di un raffreddore (tosse, rinite, congiuntivite), con malessere e febbre che diventa sempre più alta (fino a 39-40,5 °C). Dopo 2-4 giorni appare l’esantema, puntini rossi inizialmente sul volto e sul collo e poi, nell’arco di 2 o 3 giorni, su tutto il resto del corpo. L’esantema dura 3-7 giorni e poi scompare seguendo l’ordine di insorgenza. La febbre solitamente persiste per 2-3 giorni dopo la comparsa dell’eruzione cutanea e la tosse fino a 10 giorni. Il 60-70% delle persone con morbillo presenta – un giorno prima dell’esantema – delle macchie di Koplik, lesioni bianco-bluastre leggermente rilevate di 2-3 mm che compaiono sulla mucosa della bocca. Chi si ammala lamenta poi di frequente anche fastidio per la luce, mal di gola e di testa, dolore addominale. 

Sono descritte anche forme più lievi, in particolare in persone con immunità parziale preesistente. Ma se è vero che la maggior parte delle persone guarisce entro 2-3 settimane, va ricordato che la malattia può avere anche un decorso grave e determinare serie complicanze, che possono riguardare fino al 30% dei casi. I bambini sotto i 5 anni, le donne in gravidanza e le persone con deficit immunitario hanno il rischio più elevato. Le complicanze più gravi sono la polmonite (che può complicare l’1-6% dei casi) e l’encefalite acuta (0,1% o 1 caso su 1000). Ma si rilevano anche: otite media, cheratite, laringotracheobronchite, diarrea, disidratazione, trombocitopenia, convulsioni febbrili. Il 20-30% dei casi complicati da encefalite acuta ha esiti permanenti a livello neurologico. E il morbillo associato a carenza di vitamina A è una delle cause più comuni di cecità acquisita nei bambini dei Paesi in via di sviluppo.  

Si può anche morire di morbillo, come ricordano le cronache Usa. La letalità è principalmente dovuta a complicanze respiratorie e neurologiche, nei Paesi in via di sviluppo può arrivare fino al 6% dei casi e nei Paesi industrializzati è pari a 0,05-0,1%. Oltre alle complicanze acute, il morbillo può causare la panencefalite subacuta sclerosante, rara malattia degenerativa del sistema nervoso centrale, che insorge in media 7 anni dopo l’infezione primaria, con deterioramento delle facoltà mentali e convulsioni. Viene riportata con una frequenza da 4 a 11 casi per 100.000 casi di morbillo e con una frequenza maggiore (18/100.000) quando l’infezione primaria è stata acquisita prima dei 5 anni di età.  

Quanto alle terapie, generalmente sono di supporto (paracetamolo o ibuprofene e liquidi) – non esiste un trattamento antivirale specifico per il morbillo – e possono essere indicati antibiotici o altre terapie per le complicanze. L’Oms raccomanda l’assunzione di vitamina A ad alte dosi per via orale per ridurre le complicanze e la mortalità tra i bambini infetti. In Italia, secondo la Società italiana di infettivologia pediatrica, non esistono al momento dati che supportino l’utilizzo in pazienti senza malnutrizione ricoverati in Paesi industrializzati, riepiloga il focus del portale Iss. Il capitolo più importante resta quello della prevenzione: da circa 60 anni è disponibile un vaccino vivo attenuato efficace, poco costoso e con un profilo di sicurezza molto elevato, ricorda Epicentro.  

Il vaccino è disponibile in forma combinata (Mpr con antirosolia e antiparotite e Mprv con anche antivaricella). Sono indicate due dosi: la prima in Italia è somministrata a 12 mesi di vita, la seconda a 5 anni. Il ciclo completo è in grado di proteggere oltre il 90% dei vaccinati. L’iniezione scudo è ritenuta efficace anche nella profilassi post-esposizione se somministrata entro 72 ore. Nel 2017, proprio dopo una escalation di casi di morbillo (+230% nei primi mesi di quell’anno rispetto allo stesso periodo del precedente), l’Italia ha affrontato un acceso dibattito sull’onda della preoccupazione per un rifiuto crescente del vaccino da parte di una quota di famiglie, esposte a fake news mai dimostrate scientificamente, come il link vaccino-autismo. E a fine luglio dello stesso anno è stata varata quella che oggi è la legge Lorenzin (fortemente voluta dall’allora ministro della Salute): il provvedimento ha introdotto l’obbligo di 10 vaccini per l’iscrizione a scuola (i 6 dell’esavalente anti poliomielite, tetano, difterite, epatite B, Haemophilus influenzae B e pertosse, e i 4 del tetravalente contro morbillo, parotite, rosolia e varicella), mentre per altri 4 (meningococco B, meningococco C, pneumococco e rotavirus) è stata prevista un’offerta attiva e gratuita. Una legge che è stata accompagnata da polemiche in particolare sulle sanzioni economiche previste per i genitori inadempienti.  

A che punto sono le coperture in Italia per il morbillo? Secondo il dato contenuto nell’ultima circolare del ministero della Salute, le coperture vaccinali disponibili per l’anno 2024 indicano 94,77% per la prima dose e 84,45 per la seconda. In particolare, nessuna Regione/Provincia autonoma raggiunge la soglia raccomandata per la seconda dose di vaccino (95%), indicata dall’Oms come necessaria per interrompere la trasmissione e garantire l’immunità di gregge.  

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