Quattro serate sold out al Cinéma du Musée per la rassegna itinerante dedicata al cinema europeo contemporaneo, tra proiezioni, ospiti istituzionali e omaggi ai fratelli Lumière


e il direttore Francesco Esposito
MONTRÉAL – Si è conclusa il 9 maggio, dopo quattro intense giornate dedicate al cinema e alla cultura, la nuova edizione del Festival del Cortometraggio dell’Unione europea a Montréal. Ben 27 cortometraggi, provenienti da 26 Stati membri dell’UE, hanno animato il grande schermo del Cinéma du Musée, offrendo al pubblico uno spaccato ricco e variegato della produzione cinematografica europea contemporanea.
La rassegna, nata dalla collaborazione tra la Delegazione dell’Unione europea in Canada, gli Stati membri partecipanti, Vision Méditerranéenne, il Canadian Film Institute e le sale cinematografiche partner, si propone di promuovere cultura, creatività e dialogo interculturale tra due realtà geograficamente lontane, ma accomunate da valori condivisi: l’Unione europea e il Canada.
Dopo la prima tappa di Ottawa, svoltasi il 24 e 25 aprile, il festival è approdato a Montréal prima di proseguire il suo percorso itinerante a Winnipeg (23-26 maggio) e Québec City (10-15 giugno). La risposta del pubblico montrealese è stata straordinaria: tutte e quattro le serate hanno registrato il tutto esaurito, confermando il crescente interesse verso il cinema europeo e l’elevata qualità della proposta artistica. Gli spettatori hanno seguito con entusiasmo le proiezioni, apprezzando la pluralità di linguaggi, temi e sensibilità raccontati attraverso i cortometraggi selezionati.

Noi de Il Cittadino Canadese non potevamo mancare all’appuntamento e abbiamo preso parte sia alla serata inaugurale che a quella conclusiva. Entrambi gli eventi si sono articolati in tre momenti principali: un raffinato cocktail di benvenuto dai tradizionali sapori italiani, curato dallo chef Deny Mariniello di Mariniello Consulting, i saluti istituzionali e, naturalmente, la proiezione dei cortometraggi in programma.
Numerose le personalità istituzionali presenti in sala, tra cui Geneviève Tuts, Ambasciatrice dell’UE in Canada; Fortunato Mangiola, Console Commerciale d’Italia a Montréal; Izabela Fabjańska-Potapczuk, Console Generale della Polonia; Francisco Saraiva, Console Generale del Portogallo; Zeki Öztürk, Console Generale della Turchia; Akihiko Uchikawa, Console Generale del Giappone; Helga Katalin Pritz, Console Generale dell’Ungheria; Bernadette Scheid, Console Generale aggiunta del Belgio; Rudolf Wyss, Console e responsabile culturale della Svizzera; Nadja Furth, Direttrice del Goethe-Institut, Melanie Voegel, curatrice culturale presso l’Austrian Cultural Forum.

Dopo il rinfresco, nell’ultima giornata della manifestazione, il pubblico si è spostato in sala per assistere agli interventi istituzionali e alle proiezioni finali. A prendere per primo la parola è stato Francesco Esposito, direttore di Vision Méditerranéenne e responsabile dell’ICFF di Montréal, che ha salutato gli spettatori e ringraziato tutte le istituzioni coinvolte nell’organizzazione, soffermandosi in particolare sul significato della presenza dell’Ambasciatrice Geneviève Tuts. Esposito ha evidenziato il nuovo format della rassegna e gli obiettivi del progetto: “testimoniare il nostro impegno nell’ampliare l’accesso al cinema europeo in Canada, rafforzare i legami culturali e coinvolgere il pubblico in tutto il Paese”. Ha inoltre sottolineato come Montréal difficilmente ospiti un “festival caratterizzato da una simile ricchezza linguistica e culturale”, definendo questa diversità “la forza e la bellezza dell’Europa”. Il direttore ha poi ricordato come la serata fosse anche un omaggio alle origini del cinema: “È il 28 dicembre 1895 quando i fratelli Lumière organizzano a Parigi la prima proiezione a pagamento. Ma è nel 1896, 130 anni fa, che il cinema inizia a diffondersi in tutta Europa con film brevi”. Pellicole che “non erano ancora cortometraggi nel senso moderno del termine, ma immagini in movimento, quasi delle cartoline animate”.
Successivamente, Esposito ha invitato sul palco Geneviève Tuts. “È un grande onore per me accogliervi questa sera in occasione della chiusura della seconda edizione montrealese del Festival del Cortometraggio dell’UE”, ha esordito l’Ambasciatrice, sottolineando come la rassegna celebri “il talento, la creatività e la diversità del cinema europeo”, incarnando “un ricco mosaico di stili, emozioni e riflessioni condivise”. La diplomatica ha inoltre ricordato che “il Festival si inserisce nel quadro delle celebrazioni del Mese dell’Europa e coincide con il 50º anniversario della Delegazione dell’Unione europea in Canada. Il 9 maggio, Giornata dell’Europa, commemora infatti la Dichiarazione Schuman, considerata l’atto fondativo del progetto europeo di pace e cooperazione”.
Prima dell’inizio delle proiezioni finali, il pubblico ha assistito a una delle sorprese più apprezzate della serata: un mini concerto del quartetto d’archi Althea Strings – composto da Antoine Bareil e Mattia Berrini ai violini, Elisa Boudreau alla viola e Silvia Buttiglione al violoncello – che ha eseguito brani di Ravel, Dvořák e Puccini accompagnando la visione di alcune storiche pellicole dei fratelli Lumière.
Per tutte e quattro le serate, la risposta del pubblico è stata eccezionale: il Cinéma du Musée ha registrato il tutto esaurito a ogni appuntamento, confermando il crescente interesse verso il cinema europeo e il successo di una formula capace di coinvolgere spettatori di ogni provenienza. Il pubblico ha seguito con partecipazione ed entusiasmo le proiezioni, premiando i cortometraggi con lunghi applausi e manifestando apprezzamento per la qualità della selezione proposta e per l’accurata organizzazione curata da Francesco Esposito e dai partner coinvolti.
Il Festival del Cortometraggio dell’Unione europea si è così confermato non solo come una rassegna cinematografica di valore, ma come un autentico spazio di dialogo culturale, dove lingue, sensibilità e storie differenti hanno trovato un terreno comune d’incontro. In particolare, il cortometraggio, grazie alla sua immediatezza narrativa e alla capacità di condensare emozioni e riflessioni in pochi minuti, continua a dimostrarsi uno strumento potente per avvicinare culture e realtà apparentemente distanti. Un percorso che quest’anno ha assunto un significato ancora più profondo grazie alla dimensione itinerante del festival, capace di ampliare la platea degli spettatori e di rafforzare ulteriormente i legami culturali tra Canada e Unione europea attraverso il linguaggio universale della settima arte.





