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Midterm, la spesa è più cara, un problema per il Gop

New York, 29 ott. (askanews) – Negli Stati Uniti la chiamano “affordability” e potrebbe essere cruciale nel determinare l’esito delle elezioni di metà mandato del prossimo tre novembre. Per il partito di un presidente, Donald Trump, che aveva centrato la sua rielezione proprio intorno all’accessibilità economica e che aveva scaricato sul suo predecessore, Joe Biden, la responsabilità di un’inflazione alta, le prospettive sulla carta sono preoccupanti. Lo dicono i sondaggi. Lo dicono anche dati e analisi di vario tipo.

Stando a quasi la metà degli elettori registrati sentiti da Reuters e Ipsos, il costo della vita è il fattore più importante sulla base del quale esprimeranno il loro voto. Quelli di generi alimentari, benzina e casa sono tra le questioni più rilevanti anche per il campione sentito da CNBC.

A causa di una guerra contro l’Iran entrata nel nono mese e che ha destabilizzato il sistema energetico mondiale, Trump ha raggiunto un risultato non invidiabile e impensabile solo a gennaio: il prezzo medio della benzina negli Stati Uniti durante il suo secondo mandato è più alto di quello durante l’era Biden. La differenza è minima ma per un leader che nell’estate del 2024 aveva promesso prezzi sotto i due dollari al gallone, il fatto che a pochi giorni del voto la media nazionale sia di oltre 4,24 dollari (contro i 3,04 dollari di un anno fa) la dice lunga sullo scontento generale. Per il gasolio, va anche peggio: i sei dollari sono stati superati, contro i 3,6 di 12 mesi fa. Non a caso Trump ha siglato un accordo controverso per importare gasolio russo, anche se per gli analisti la mossa non aiuta.

Andare dal benzinaio per fare il pieno non è l’unica fonte di frustrazione per gli americani. Lo è anche fare la spesa, ricevere servizi sanitari, pagare le bollette con i prezzi dell’elettricità saliti anche per colpa dei data center, la cui costruizione non è mai stata così impopolare. Mentre i prezzi salgono, le tasche degli americani si svuotano. Solo a settembre i prezzi sono saliti in un anno del 3,7% ma i salari orari non sono rimasti allo stesso passo, essendo cresciuti del 3%.

Non dovrebbe dunque sorprendere gli strategisti se sei famiglie americane su 10 non possono permettersi il costo della vita di base nei campi di battaglia elettorale che decideranno quale partito controllerà la Camera. Lo ha calcolato il Washington Post, secondo cui i redditi non sono rimasti al passo ddi costi in aumento in 42 dei 46 distretti più competitivi in questa tornata elettorale. Il quadro è peggiore nei distretti controllati dai repubblicani: la percentuale delle famiglie che non riesce a coprire le spese di base è aumentata del 2,1% nei distretti in mano al GOP e dell’1,7% in quelli a guida democratica. Il Washington Post calcola che nei distretti cruciali, il 60% delle famiglie non ha abbastanza reddito per coprire i costi per casa, spesa, trasporti, sanità, assistenza all’infanzia e tasse.

Il GOP continua a puntare il dito contro Biden e il caos da lui lasciato. L’idea è che Trump sta facendo pulizia e ha bisogno di tempo ma nel frattempo ha garantito un’economia solida. Dal canto suo il presidente continua a promettere prezzi in calo e a vantarsi di un “dono” fatto dal Venezuela: una nave con “un milione di barili di petrolio”.

Il presidente tuttavia ha mostrato una certa insensibilità nei confronti delle preoccupazioni degli elettori. Sabato 24 ottobre, dalla Georgia, con toni scurrili ha letteralmente detto: “Non me ne importa nulla” se i media dicono che la gente soffre quando va al benzinaio, “Lo dirò: Stiamo facendo una fortuna pazzesca” con i prezzi del petrolio alti. “Il business del petrolio e del gas degli Stati Uniti sta facendo centinaia di miliardi di dollari”, si è vantato Trump durante il comizio. Martedì 27 ottobre dal Texas ha detto che il “dividendo da 5.000 dollari” promesso a tutti i cittadini americani adulti nel caso in cui i repubblicani mantengano il controllo del Congresso basterebbe per comprare “un hamburger e forse un dessert piccolo”.

Qualcuno lo paragona a George W Bush nel 2006, quando il presidente repubblicano era impantanato in un conflitto in Medio Oriente che non solo trascinò giù il partito quell’anno ma lo lasciò ferito in vista dell’elezione presidenziale successiva (quella vinta nel 2008 da Barack Obama). Stando a CNN, Trump ora ha almeno i quattro peggiori livelli di approvazione mai registrati per un presidente nell’ottobre prima di un’elezione di midterm dal 1938. Nella sua carriera politica lui non è mai sceso così in basso. Resta da vedere se, mentre il costo della vita sale, la performance del GOP scenderà alle Midterm.

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