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Meloni: dazi problema ma non catastrofe. E “frena” su risposta Ue

Roma, 3 apr. (askanews) – I dazi decisi dal presidente americano
Donald Trump sono un “problema” ma non una “catastrofe”. Al
termine di una giornata al lavoro sul dossier, insieme a una
‘task force’ di ministri, Giorgia Meloni rilascia un’intervista
al Tg1 per rassicurare cittadini e imprese. E il messaggio è
anche quello di una ‘frenata’ alle contromisure che sta mettendo
a punto l’Unione europea.

La premier, dopo un primo commento a caldo ieri sera su Facebook,
questa mattina ha annullato gli impegni della giornata (era
attesa alle 17 in provincia di Vibo Valentia per l’inaugurazione
della stazione dei carabinieri di Limbadi) per “poter concentrare
la propria attività sulle azioni da intraprendere”. Subito dopo
ha convocato a Palazzo Chigi una riunione a cui hanno partecipato
i ministri dell’Economia Giancarlo Giorgetti, dell’Agricoltura
Francesco Lollobrigida, degli Affari europei Tommaso Foti, delle
Imprese e Made in Italy Adolfo Urso e i vicepremier Matteo
Salvini e Antonio Tajani, quest’ultimo collegato da Bruxelles.
Proprio il ministro degli Esteri ha relazionato i colleghi
sull’incontro che aveva appena avuto con il commissario europeo
al Commercio Maros Sefcovic, che domani discuterà con il proprio
omologo americano, in
videoconferenza, sui dazi Usa e sulla risposta dell’Ue.

Per la premier, quella degli Usa è una scelta “sbagliata” che
danneggia sia l’economia europea che quella americana ma non sarà
una “catastrofe” perchè “non smetteremo di esportare negli Stati
Uniti”. Dunque no all'”allarmismo” delle opposizioni che – accusa
– “fanno il loro lavoro però da loro attualmente non è
arrivata neanche una proposta”. Il governo, spiega, farà uno
“studio sull’impatto reale” delle nuove tariffe settore per
settore e la prossima settimana si confronterà con le categorie
produttive per “cercare le soluzioni migliori”. Poi le scelte
vanno “condivise” con i partner europei (magari con un Consiglio
europeo straordinario) e per lei “rispondere ai dazi con altri
dazi” non è “la scelta migliore” perché “l’impatto potrebbe
essere maggiore sulla nostra economia rispetto a quello che
accade fuori dai nostri confini”. Dunque serve un dibattito
“franco” con gli americani con l’obiettivo “di arrivare a
rimuovere i dazi, non a moltiplicarli”.

Ma da parte sua l’Ue può fare anche altro ovvero “rimuovere i
‘dazi’ che si è autoimposta”. Quindi rivedendo un Grean Deal
“ideologico” in particolare sull’automotive; procedendo con la
semplificazione perchè “siamo soffocati dalle regole”; agendo con
“più coraggio” sull’energia e aprendo a una “revisione” del Patto
di stabilità. A Bruxelles, rimarca, “il ruolo dell’Italia è
portare gli interessi italiani”. La premier è consapevole che “è
possibile” che le sue proposte “non siano perfettamente
sovrapponibili con i partner ma abbiamo il dovere di farlo”.

Nella maggioranza, anche per Tajani “bisogna evitare una guerra
dei dazi” e “andare avanti nella trattativa con gli Stati Uniti”.
Certo, ammette, “è chiaro che poi dovrà essere presa una
decisione con delle scelte di imporre dazi ad alcuni prodotti
americani per rispondere ai dazi che sono stati imposti”. La
Lega, come Meloni, auspica a un ripensamento profondo dell’Ue
(“prima di pensare a guerre commerciali o contro-dazi che
sarebbero un suicidio, l`Unione Europea tagli burocrazia, vincoli
e regole europee che soffocano le imprese italiane, azzerando il
Green Deal e il tutto elettrico”, afferma il Carroccio in una
nota) ma si spinge anche oltre, ventilando l’ipotesi di aprire
anche trattative ‘separate’. Questa mattina, Matteo Salvini ha
avuto un confronto con il ‘gruppo economico’ del partito,
ribadendo “che se gli Stati Uniti hanno deciso di tutelare le
proprie imprese, è necessario che l’Italia continui a difendere
con determinazione il proprio interesse nazionale anche alla luce
dei troppi limiti dell’Europa”. Un invito a ‘fare da soli’ che
non piace a Forza Italia: “Dobbiamo rimanere compatti e uniti
come Unione europea – avverte il vice ministro azzurro del Mimit
Valentino Valentini – perché singolarmente non ce la facciamo. Ci
può essere la volontà di singoli di utilizzare rapporti
privilegiati ma coscienti del fatto che noi siamo dentro l’Ue,
non possiamo distaccarci, nessun paese può pensare di farcela da
solo”.

Del tema Meloni parlerà sicuramente con J.D. Vance, che proprio
oggi ha definito “necessari” i dazi. Il vice presidente Usa è
atteso a Roma nei giorni della Pasqua. Le diplomazie sono al
lavoro per preparare il faccia a faccia, che potrebbe portare
anche a un contatto con Ursula von der Leyen.

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