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Mattarella: riconsiderare la riforma sulla cittadinanza

I delegati del CGIE al Quirinale

Il 17 giugno scorso, il Presidente della Repubblica ha ricevuto al Quirinale il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE), impegnato nella 47ª assemblea plenaria, auspicando una riflessione sulla nuova legge. Presenti anche il Sottosegretario agli Affari Esteri, Giorgio Silli, e il Segretario Generale del MAECI, Riccardo Guariglia

 

ROMA – Lunedì 16 giugno si è aperta la 47esima assemblea plenaria del CGIE, il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, che è durata fino a venerdì 20. In apertura della sessione, era intervenuto il Vicepremier nonché Ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Il 17 giugno, invece, i delegati sono stati ricevuti dal Capo dello Stato, che li ha accolti al Quirinale elogiando il ruolo delle Comunità italiane all’estero e la necessità di preservare i legami con la diaspora. All’incontro erano presenti il Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale con delega per gli italiani nel mondo, Giorgio Silli, e il Segretario generale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Riccardo Guariglia. Gli expat, ha spiegato Sergio Mattarella, “sono parte integrante del tessuto del Paese”. La loro partecipazione al voto, ha continuato il Presidente della Repubblica, è un simbolo di “cittadinanza attiva”. Essa “concorre all’energia che fa vivere la nostra società democratica e, al medesimo modo, vi contribuisce la scelta dei componenti di organismi quali i Comitati degli Italiani all’Estero e dello stesso CGIE, che rafforzano la concezione di una democrazia libera, aperta a tutti i cittadini, ovunque essi abbiano scelto di vivere”. Mattarella ha poi ricordato il grande contributo degli emigrati italiani dall’Unità d’Italia ad oggi.

 

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Questo riguarda sia i contatti culturali che lo sviluppo economico dei Paesi di approdo e della Patria d’origine.  “Le collettività italiane hanno saputo rendere ‘prossima’ l’Italia a tutte le latitudini – ha dichiarato il Capo dello Stato – […] Anche nei luoghi più remoti sono stati ambasciatori autentici della italofonia. Si tratta di un elemento rilevante nella politica internazionale della nostra Repubblica, affermando valori come il dialogo, la laboriosità, l’accoglienza, la pace”. Mattarella ha poi voluto dedicare un passaggio speciale alle donne, “autentiche custodi della lingua, della cultura, delle tradizioni” e “perno della famiglia in ogni contesto”. Nei pensieri del Presidente della Repubblica anche quel mezzo milione di laureati che hanno lasciato la penisola per altre mete. “Per le generazioni più giovani, soprattutto quando non è una scelta resa necessaria da mancanza di adeguate prospettive nel nostro Paese, l’esperienza all’estero – ha rimarcato il Capo dello Stato – costituisce sovente parte di un percorso di arricchimento, che può preludere al rientro, con una dinamica diversa dal passato, in cui partenza e ritorno disegnano una realtà di vasi comunicanti in grado di arricchirsi vicendevolmente, oltre a rappresentare una sfida permanente per l’Italia perché sappia essere attrattiva”. Mattarella ha ricordato inoltre che “la storia della migrazione italiana è parte essenziale della nostra identità nazionale. Dalle grandi migrazioni successive all’Unità d’Italia, alle numerose partenze nel secondo dopoguerra, generazioni di italiani hanno trovato destini migliori al di fuori del nostro Paese, sostenendone, in modo determinante, la ripresa e lo sviluppo con le consistenti rimesse finanziarie del secolo scorso. Il loro apporto, da una prospettiva più ampia si è anche tradotto nel dar vita a preziosi legami fra l’Italia e i Paesi di accoglienza”.

 

Mattarella è poi intervenuto sul tema della cittadinanza, prendendo spunto dalle dichiarazioni precedentemente fatte da Maria Prodi, Segretario Generale del CGIE. “Il tema da lei sollevato del decreto legge recante la riforma recente sulla cittadinanza – ha replicato l’inquilino del Quirinale – ha suscitato attenzione e dibattito nelle comunità degli italiani: ‘spaesamento’, lei lo ha poc’anzi definito. Sarà certamente utile, e da seguire con attenzione, la riflessione che si aprirà sul tema nel vostro Consiglio in questa sessione, per favorire una meditata considerazione, ed eventualmente anche qualche riconsiderazione, dei temi che si sono aperti”.

 

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