Scomparso improvvisamente a 72 anni, è stato per oltre mezzo secolo una voce autorevole dei media del Québec e un grande sostenitore degli artisti italo-canadesi

Jean-Baptiste Demouy e Radio-Canada
MONTRÉAL – Per oltre cinquant’anni, Franco Nuovo è stato una presenza apprezzata e costante nei media quebecchesi. Il suo stile elegante, la sua voce riconoscibile e il suo modo di fare diretto, ma sempre cordiale, insieme alle sue intuizioni culturali, hanno saputo unire generazioni di ascoltatori e spettatori in tutta la provincia. Dal 2011 conduceva il programma Dessine-moi un dimanche su ICI Première di Radio-Canada, dove passava in rassegna le principali notizie della settimana con un approccio personale, curioso e spesso arricchito da riferimenti culturali. In precedenza aveva lavorato per oltre trent’anni al Journal de Montréal, dal 1977 al 2008, firmando numerose rubriche dedicate al cinema, allo spettacolo e alla vita culturale della città.
Sono molte le persone che hanno voluto rendergli omaggio con messaggi, video e testimonianze cariche di affetto, tra cui numerosi artisti italo-canadesi che in Franco hanno trovato un sostenitore attento e appassionato nel loro percorso artistico. Tra questi il cantante Marco Calliari, che ha voluto condividere con Il Cittadino Canadese il ricordo di quella che definisce una splendida persona, capace di lasciare un segno umano e professionale profondo.
“Per me Franco è stato un personaggio straordinario, una figura fondamentale della cultura non solo francofona ma anche italiana qui in Québec”, ha esordito Marco. “La sua trasmissione è stata, e continuerà a essere, un punto di riferimento. Aveva la capacità di parlare a tutti, con grande competenza ma anche con un calore umano che arrivava subito agli ascoltatori”.
Il loro rapporto, ci ha spiegato il cantante, è diventato nel tempo molto più di una semplice collaborazione professionale. “Per me era come un fratello maggiore. Parlavamo spesso dei suoi genitori, delle sue radici e del suo grande amore per la cultura italiana. Era molto legato alla sua storia familiare e alla sua identità. A volte mi chiedeva di suonare qualcosa per lui e finivamo a condividere momenti semplici ma autentici: io con la chitarra in mano e lui con un bicchiere di vino, a celebrare insieme la nostra italianità e il piacere di stare insieme”.

Circa vent’anni fa Calliari fu invitato per la prima volta nella sua trasmissione. All’inizio non erano ancora amici, ma il legame si è creato quasi naturalmente. “È successo grazie al modo di essere di Franco. Aveva sentito parlare di me dopo il mio primo album, nel 2004, e da allora ha iniziato a invitarmi regolarmente in radio. Era sempre curioso di scoprire nuovi artisti e di raccontare storie diverse. Quando gli dicevo che arrivava qualcuno dall’Italia, lui mi rispondeva subito: ‘Dimmi chi viene e lo facciamo esibire in trasmissione’”.
Grazie alla sua passione per la musica e la cultura italiana, Nuovo ha dato spazio a molti artisti e progetti culturali. “Franco è stato un aiuto incredibile, un sostegno concreto. Non ha dato spazio solo a me, ma a tanti artisti quebecchesi e a tutti gli interpreti che ho portato qui. Grazie a lui siamo riusciti a far passare in radio interviste e performance di Carmen Consoli, Vinicio Capossela, Banda Bardò, Peppe Voltarelli, Carlo Muratori e tanti altri. Era sempre felice di poter far conoscere queste voci al pubblico del Québec”.
Il cantante ricorda le numerose occasioni in cui è stato suo ospite. “Mi ha concesso tantissima visibilità. Ultimamente mi ha dato spazio per raccontare la storia di Toto Cutugno, dei Ricchi e Poveri e di Umberto Tozzi. Ho persino suonato L’italiano” in trasmissione. Il loro rapporto andava, però, ben oltre la radio e l’ambito professionale. “Mi invitava spesso anche alle sue feste, l’ultima è stata quella del suo 70° compleanno. Per me erano momenti di vera fraternità: due italo-quebecchesi con vent’anni di differenza che, ogni volta che si incontravano, si raccontavano la vita tra ricordi, musica e progetti”.
La scomparsa di Franco Nuovo lascia un vuoto profondo nel panorama mediatico del Québec. Giornalista curioso, appassionato e sempre attento alle storie degli altri, ha saputo dare spazio a voci diverse e costruire ponti tra culture, generazioni e comunità. Per molti artisti, come Marco Calliari, è stato molto più di un conduttore radiofonico: un alleato, un sostenitore e un amico sincero. Un’eredità che continuerà a vivere nelle voci, nella musica e nei racconti che ha contribuito a far conoscere al pubblico.
(A.S.)





