Con l’entrata in vigore della Legge 72, dal 7 maggio le opzioni di mancia sui terminali sono calcolate sull’importo della fattura al netto delle tasse (TPS et TVQ). Regole più stringenti anche sull’etichettatura dei prezzi nei supermercati, ora più chiara e trasparente

La mancia La mancia ha origini antiche e si sviluppa come forma di gratitudine spontanea per un servizio reso. Già nell’antica Roma, si usava dare piccole somme ai servitori, o agli artisti. Nel Medioevo, i nobili elargivano denaro ai domestici durante viaggi o festività. Il termine “mancia” deriva dal francese manche (manica), poiché veniva data “sotto mano”, o di nascosto. Nell’Inghilterra del XVII secolo nasce l’espressione TIP, acronimo di To Insure Promptness, con l’intento di incentivare solerzia e cortesia. Con la rivoluzione industriale e l’incremento dei servizi, la mancia si diffonde nei ristoranti, negli alberghi e nei trasporti. Tuttavia, la sua percezione non è univoca: negli USA è una componente essenziale del reddito dei lavoratori del settore; in Europa è consuetudine, ma non obbligo; in Giappone può essere interpretata come un’offesa. Più che un semplice gesto, la mancia rivela un codice culturale, un segno di gratitudine, ma anche un nodo aperto tra merito, equità e dignità del lavoro. Il governo del Québec ha deciso di fare chiarezza sul tema, regolamentando il rapporto consumatori-esercenti con un intervento legislativo mirato. Dal 7 maggio, nella Belle Province non è più possibile pagare la mancia sulle tasse, o ritrovarsi alla cassa con un prezzo diverso da quello esposto: adottata all’unanimità dall’Assemblea Nazionale il 7 novembre 2024, è entrata ufficialmente in vigore la Loi 72 (Loi protégeant les consommateurs contre les pratiques commerciales abusives et offrant une meilleure transparence en matière de prix et de credit), una delle riforme più incisive in materia di diritti dei consumatori. La nuova normativa impone che la mance suggerite sui terminali siano ora calcolate sull’importo al netto delle tasse e presentate in modo neutro e trasparente: niente più emoticon, diciture come “buono”, “eccellente”, o grafiche persuasive. Il cliente potrà scegliere liberamente l’importo, o modificarlo manualmente, senza pressioni psicologiche. Anche in presenza di opzioni predefinite – come 20%, 18% o 15% – quindi, il consumatore potrà sempre selezionare liberamente una percentuale diversa, come il 10%. La misura corregge un’abitudine diffusa nei ristoranti: su un conto da 100 $, per esempio, il terminale suggeriva il 15% su 115 $ (includendo, cioè, anche il 5% della TPS federale ed il 9,975% della TVQ provinciale), facendo pagare in realtà un 17,25% effettivo. Un dettaglio? No, un inganno quotidiano che è stato finalmente smascherato e corretto. Ma la riforma non si ferma alla ristorazione. Cambia radicalmente anche l’etichettatura dei prezzi nei supermercati e nei dépanneurs: ogni prodotto dovrà indicare chiaramente il prezzo regolare, il prezzo in promozione, quello unitario e quello per misura. Se l’alimento è tassabile, dovrà essere segnalato. Stop alle ambiguità sui prezzi “membri”, o “non membri”: tutti i consumatori devono sapere esattamente quanto pagheranno, indipendentemente dal loro status di fidelizzazione. Anche le offerte multiple saranno più trasparenti: se un cartello offre “2 per 5 $”, il prezzo del singolo articolo dovrà essere chiaramente indicato. Troppo spesso, i consumatori non sanno quanto costerebbe comprarne uno solo. La Politica di esattezza dei prezzi viene potenziata: se il prezzo alla cassa è superiore a quello esposto, l’articolo sarà gratis fino a 15 $. Oltre quella soglia, si applicherà un rimborso di 15 $. In caso di errore di prezzo o di doppia etichettatura, i commercianti sono tenuti a vendere l’articolo al prezzo più basso indicato (in negozio, in una pubblicità, in un volantino, ecc.). La Loi 72 prevede sanzioni severe per chi viola le norme a tutela dei consumatori. Le ammende amministrative possono arrivare fino a 1.750 $ per gli individui e 3.500 $ al giorno per le imprese. Le sanzioni penali, in caso di procedimento giudiziario, vanno da 5.000 $ a 175.000 $, raddoppiabili in caso di recidiva.






