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Mafia, L. Fontana: impedire infiltrazioni e condizionamento decisioni pubbliche

Roma, 26 ott. (askanews) – “Rivolgo il mio saluto più cordiale ai partecipanti alla presentazione di questo volume, pubblicato per celebrare il cinquantesimo anniversario della Relazione di minoranza a firma di Pio La Torre e Cesare Terranova e di altri sei componenti della prima Commissione Antimafia. La sua lettura offre una preziosa occasione per approfondire una pagina fondamentale della nostra storia civile”. Lo ha scritto il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, in un messaggio inviato al convegno in corso presso la Sala della Regina di Montecitorio per la presentazione del volume “50mo – 1976-2026 – Relazione di minoranza”, dedicato alla relazione di minoranza della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia in Sicilia, presentata nel febbraio del 1976 da Pio La Torre insieme agli altri commissari del Partito comunista italiano.

“Quel documento – ha sottolineato Fontana – segnò un passaggio cruciale nella comprensione del fenomeno mafioso e dei suoi rapporti con il potere politico ed economico. Contestando l’impostazione della relazione di maggioranza, i firmatari posero al centro dell’analisi le connivenze e le protezioni che avevano consentito all’organizzazione criminale di consolidare il proprio dominio. Nelle sue pagine confluiscono le differenti esperienze e sensibilità di La Torre e Terranova, accomunati dalla consapevolezza che per sconfiggerla non bastasse perseguirne i delitti, ma occorresse riconoscere e spezzare i legami e la rete di complicità”.

“È una lezione – ha osservato ancora Fontana – che conserva intatta la sua attualità. La mafia ha esteso in maniera capillare la propria presenza e sa insinuarsi nell’economia legale, rendendo più sfumati i confini tra attività lecite e interessi della criminalità. Contrastarla richiede una risposta ferma da parte delle Istituzioni, capace di impedire infiltrazioni e condizionamenti nelle decisioni pubbliche. All’imprescindibile azione preventiva e repressiva devono dunque accompagnarsi trasparenza e imparzialità nell’amministrazione e sostegno a chi lavora e fa impresa nel rispetto delle regole. Questa responsabilità deve tradursi anche in scuole capaci di garantire a tutti pari opportunità di crescita, in servizi più accessibili e nella creazione di posti di lavoro, soprattutto nei territori più esposti al controllo mafioso. È così che si sottraggono le persone al giogo del bisogno e del ricatto, offrendo a chi vive in quei contesti la possibilità concreta di scegliere un futuro diverso”.

“In questo modo – ha concluso il presidente della Camera – potremo degnamente onorare il sacrificio di quanti, come La Torre e Terranova, pagarono con la vita il proprio impegno e trasformare il dovere di memoria in un’azione quotidiana per un Paese più giusto e libero dalle mafie”.

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