Milano, 19 set. (askanews) – Nella soddisfazione ostentata da Chiara Appendino, ex sindaca di Torino, ex vicepresidente del M5S dimessasi a suo tempo in polemica con la linea troppo “filo-Pd”, c’è forse la chiave più evidente del clima interno del Movimento 5 stelle: “Rivedo quello spirito battagliero che c’è sempre stato”, dice, commentando con i cronisti, a margine della kermesse Nova 2026 a Milano gli esiti del “percorso partecipato” sul programma da proporre agli alleati del centrosinistra. “Siamo stabilmente sopra il 12 per cento”, sottolinea a sua volta Barbara Floridia, ex presidente della commissione di Vigilanza Rai, che si dice “ottimista” sul futuro politico del M5S e della coalizione, in vista delle elezioni politiche del 2027. “Con il percorso partecipato di Nova abbiamo rimesso i temi al centro e c’è grande entusiasmo per un vero cambiamento”, è lo spirito col quale affronta la due giorni lombarda l’ex sindaca di Roma, Virginia Raggi, che pure in passato era considerata più sensibile ai malumori del fondatore Beppe Grillo.
Sono stati 17mila, “quasi la metà non iscritti al Movimento”, sottolinea il leader Giuseppe Conte dal palco, i partecipanti alla sequenza di eventi che ha portato alla bozza programmatica che gli iscritti continueranno a votare fino alle 14 di domani. “Siamo una comunità che si è allargata, è emerso in maniera chiara che volete decidere e soprattutto volete cambiare il Paese”, rivendica l’ex premier, che non a caso si bea del “bel clima” e degli oltre mille presenti al World Join Center in zona Certosa.
Pur avendo inserito, nella bozza di programma, una formulazione sull’Ucraina che non pone ultimatum agli alleati (“Continuare a inviare armi significa allontanare la pace”), Conte non indietreggia sulla linea politica sgradita a una parte del Pd e dei centristi del “campo largo”. Il tema chiave della campagna elettorale del M5S, prima per le probabili primarie di centrosinistra, poi per le elezioni, rimane il pacifismo: “Dobbiamo innanzitutto – afferma Conte – costruire percorsi di pace. Con le armi non andiamo da nessuna parte. C’è bisogno di investire per quello che serve alle famiglie e alle imprese: no all’economia di guerra, no al riarmo”.
Fra i maggiorenti del Movimento presenti a Nova 2026, gli interrogativi vertono sulla tenuta della coalizione: “Conte se la gioca al meglio nelle primarie”, è l’analisi di un ex deputato di grande esperienza rimasto nel “giro” dei gruppi parlamentari; “se perde, ha sfidato la leader di un partito che è il doppio del suo, e siccome prende voti oltre la nostra base, esce rafforzato. Il problema, se vince, sarà la tenuta del Pd. Per loro, che sono così divisi, sarà un trauma, bisognerà vedere se sono in grado di reggere il patto di coalizione in quel caso”. Ma Conte, garantisce una figura di spicco del Movimento delle origini, “non mollerà sui contenuti. Ci siamo troppo esposti sui temi importanti, e sul tema più importante di tutti che è la pace, per fare un passo indietro. Magari farà qualche compromesso ma anche chi fra noi in passato lo ha criticato ora è convinto che la strada sia quella giusta”.
Le primarie? “Se il Pd che le ha inventate ha cambiato idea lo dica”, è la sfida che lancia Appendino. Sui sondaggi che vedono Conte in vantaggio su Schlein ma anche un certo gradimento per il “papa straniero”, il “federatore”, nella filiera dei dirigenti M5S c’è cautela ma a taccuini chiusi un esponente di spicco del Movimento concede una chance alla sindaca di Genova Silvia Salis: “Secondo me è quella che vincerebbe più largamente contro Meloni perché agli italiani piace ‘il nuovo’. Il problema è cosa farebbe dal giorno dopo”. “Dal giorno dopo bisogna andare a vertici internazionali, serve una personalità all’altezza”, osserva una parlamentare di lungo corso del M5S. “Salis – aggiunge un suo collega di antica militanza – ha una enorme ambizione, passerebbe sopra chiunque per arrivare a palazzo Chigi ma a chi risponde politicamente? A Renzi in prima battuta, e in seconda battuta non lo voglio nemmeno pensare”. Insomma, il Movimento ci crede, Conte può tornare a palazzo Chigi o comunque, attraverso le primarie, rafforzare il peso del suo partito all’interno dell’alleanza.
Pronti quindi alla grande chiusura di domani, con la rinnovata acclamazione del leader Conte: nel 2024, alla prima edizione di Nova, era per celebrare il suo ruolo di guida del M5S, stavolta serve a lanciare la partita della leadership del centrosinistra. La giornata si aprirà con il Forum dedicato ai giovani (assieme ai quali è stato elaborato un documento specifico sul “futuro”); tra gli ospiti si segnala l’ex ministro greco Yanis Varoufakis, fra le figure interne, spazio ai parlamentari ex magistrati antimafia Federico Cafiero De Raho e Roberto Scarpinato. E dopo la proclamazione dei risultati del voto degli iscritti sul programma, parola a Giuseppe Conte per la chiusura.





