A luglio l’indice dei prezzi al consumo accelera dal 2,8% al 3%, mentre in Québec raggiunge il 3,3%. A pesare soprattutto il forte rincaro della benzina (+25,7%), ma aumentano anche voli e pacchetti turistici
MONTRÉAL – Torna a salire l’inflazione in Canada. A luglio il tasso annuale ha raggiunto il 3%, due decimi in più rispetto al 2,8% di giugno, secondo gli ultimi dati di Statistique Canada. In Québec l’aumento dei prezzi è stato ancora più marcato, attestandosi al 3,3%, contro il 3,2% del mese precedente. A spingere verso l’alto l’indice dei prezzi al consumo è stata soprattutto la benzina, che a luglio costava il 25,7% in più rispetto a un anno prima, dopo il +20,5% registrato a giugno. A incidere sono state le tensioni internazionali, con il conflitto che coinvolge Stati Uniti, Israele e Iran, il blocco dello Stretto di Hormuz e le perturbazioni delle rotte marittime nel Mar Rosso. Il peso dei carburanti è evidente: escludendo la benzina, l’inflazione canadese si sarebbe fermata al 2,2%.
A contribuire all’accelerazione sono stati anche i viaggi. I prezzi dei pacchetti turistici sono aumentati del 15,2% su base annua, rispetto al +6,8% di giugno, mentre il trasporto aereo ha registrato un rincaro del 12%, dopo il +9,6% del mese precedente. Secondo Statistique Canada, hanno inciso anche l’aumento dei prezzi degli alberghi e dei voli verso alcune città statunitensi che hanno ospitato partite della Coppa del Mondo.
Qualche segnale più incoraggiante arriva invece dai supermercati. L’aumento annuale dei prezzi degli alimenti acquistati nei negozi è rallentato dal 3,9% di giugno al 3,1% di luglio. La frenata è dovuta soprattutto al minore rincaro delle verdure fresche (+3,9%) e del pollo fresco o surgelato (+0,3%), oltre alla diminuzione dell’1,7% dei prodotti a base di cereali. In controtendenza la frutta fresca, aumentata del 6,1%, contro appena l’1,7% di giugno.

Nonostante il rallentamento, luglio rappresenta il 18º mese consecutivo in cui l’inflazione alimentare supera quella complessiva del Paese, confermando la pressione che il carrello della spesa continua a esercitare sui bilanci delle famiglie.
A livello provinciale, l’inflazione ha accelerato in tutto il Canada ad eccezione dell’Ontario, dove il tasso annuale è rimasto stabile al 2%. Il tasso più elevato si è registrato in Nuova Scozia, con il 5%, seguita dal New Brunswick (4,6%). Terranova e Labrador, Manitoba e Alberta si sono attestati al 4,2%, mentre il Saskatchewan hanno raggiunto il 4,1% e l’Isola del Principe Edoardo il 4%. Più contenuti gli aumenti in Québec (3,3%) e Columbia Britannica (2,9%), mentre l’Ontario, con il 2%, ha registrato il tasso d’inflazione più basso del Canada. Rispetto a giugno, gli aumenti più marcati si sono osservati in New Brunswick e Alberta (+0,8 punti percentuali), mentre l’Ontario è l’unica provincia dove il tasso è rimasto invariato. (V.G.)





