Una delle più controverse teorie nello studio del mondo vegetale è l’intelligenza delle piante. Poiché non hanno un cervello per elaborare i dati, non si può parlare di intelligenza come la intendiamo noi, solo di attività straordinarie che suscitano meraviglia. Le moderne scoperte scientifiche ci confermano un’incredibile capacità di comunicare tra loro e di avvertire anche il dolore.
Recenti studi con metodi sofisticati possono rilevare i cambiamenti che avvengono nelle piante quando si spezza un ramo o si pizzica una foglia. Mondo di fantasia o realtà sconosciuta? Gli esperimenti mostrano che le piante sono capaci di prendere decisioni, comunicare tra di loro e avere una vita “sociale”! All’Università di Madison, in Wisconsin, hanno usato piante imbevute della sostanza fluorescente delle meduse per far brillare le foglie nel buio. Rompendo una foglia, si è osservato al microscopio una luce verde che si diramava su tutta la pianta come fosse un sistema nervoso. Se un bruco mangia una foglia, le altre si attivano per difendersi e la pianta rilascia un odore (un esempio è l’odore dell’erba tagliata); questo profumo attira altri insetti che la difendono mangiando quei bruchi. Le piante non sentono il dolore perché non hanno ricettori come gli animali e gli esseri umani, ma sanno perfettamente quando sono sottoposte ad uno stress o ad un pericolo e si comportano adeguatamente per difendersi o avvertire le altre della stessa specie.

Un articolo dell’autorevole National Geographic afferma testualmente che le piante possono parlare: “Aiuto!”, “Atterra qui!”, “Conserva le risorse!”, “Scendi!”, “I miei frutti sono pronti da mangiare!”. A marzo, un nuovo studio ha dimostrato che molte diverse specie di piante emettono suoni ultrasonici per comunicare lo stress. È una prova che mostra come le piante “parlano” con tutti, dai predatori agli impollinatori.

L’articolo prosegue affermando che “una pianta comunica attraverso le sue radici, i tronchi, le foglie, i fiori e la frutta. Quando c’è una minaccia urgente, come l’assalto da parte di insetti, la pianta deve reagire rapidamente o rischia di essere completamente distrutta. Molte piante sottoposte a questo tipo di stress producono un ormone, l’acido jasmonico, che inizia a sintetizzare una tossina per difendersi. Alcune piante attaccate da un insetto possano esaminarne la saliva e produrre pesticidi adatti a combattere l’intruso.
Per comunicare, le piante usano le radici reagendo agli stimoli ambientali e avvertendo quelle vicine di un cambiamento climatico come la siccità. Il messaggio viene trasmesso alle foglie che limitano la traspirazione per conservare l’acqua. Attraverso impulsi elettrici emanati dalle foglie possono rivelare uno stress ed avvertire quelle vicine di un pericolo imminente.
Molti altri esperimenti stanno interessando varie Università per capire come funzionano queste meravigliose sorgenti di vita (senza l’ossigeno prodotto da loro la vita non esisterebbe) e come imparare a sfruttare meglio le terre coltivabili e aumentare la produzione di cibo in un mondo sempre più popolato. Di enorme importanza è capire come le piante comunicano con l’ambiente circostante per sopravvivere ai cambiamenti climatici estremi. Questo è di interesse fondamentale per il genere umano che deve adattarsi ai nuovi cambiamenti dovuti al riscaldamento globale.
Purtroppo non abbiamo ancora capito l’importanza della vegetazione e continuiamo a distruggerla per motivi economici e per il profitto.





