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“La suocera” torna in scena al Centro Leonardo da Vinci

Dopo 23 anni, il 9 e 10 ottobre, Joe Cacchione ripropone al Teatro Mirella e Lino Saputo lo
spettacolo che conquistò il pubblico, arricchito da un cast rinnovato e nuove situazioni comiche

 

 

MONTRÉAL Nel lontano 2003, in diversi teatri di Montréal e Ottawa, andava in scena Evviva la suocera, uno spettacolo che riscosse notevole successo nella comunità italiana. Nel 2023, in occasione del ventesimo anniversario, ne fu proposta anche una versione in francese. Ora, a distanza di 23 anni, lo spettacolo umoristico di Joe Cacchione torna al Teatro Mirella e Lino Saputo del Centro Leonardo da Vinci, il 9 e 10 ottobre.

 

Interamente in italiano, lo show è dedicato a uno dei personaggi più celebri, temuti e amati della vita familiare: la suocera.

Con il suo stile ironico e diretto, Cacchione ripropone osservazioni, situazioni e piccole “verità” nelle quali sarà facile riconoscersi, raccontando con leggerezza il rapporto con una figura immancabile nell’immaginario familiare italiano.

 

Ma cosa è cambiato in questi 23 anni? E soprattutto, cosa può aspettarsi il pubblico da questa nuova versione di Evviva la suocera? Il Cittadino Canadese ne ha parlato direttamente con Joe Cacchione.

 

La scelta di tornare a parlare della suocera nasce dalle numerose richieste del pubblico dopo Le retour de la belle-mère, la versione francese dello spettacolo. “In tantissimi mi hanno chiesto di riportare in scena Evviva la suocera”, racconta. “All’inizio rispondevo che lo avevo già fatto e che era arrivato il momento di passare ad altro. Poi mi sono reso conto che la richiesta era altissima. A quel punto mi sono detto: ‘Sai che c’è? Lo riproponiamo’”.

 

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L’umorista ha richiamato gran parte dell’équipe originale, con alcune novità. “Il cast è rimasto quasi lo stesso”. Tra gli interpreti ci saranno Marco Luciano Castiglia e Joe Fezzuoglio, suo ex allievo, oltre a David Iera, conosciuto da Cacchione quando aveva appena 16 anni e con il quale ha condiviso diversi spettacoli. A completare il gruppo saranno i suoi due figli, Josué e Samuele, ormai presenza fissa nei suoi spettacoli: “Josué porta il suo tocco scenico da attore sul palco, mentre Samuele quello musicale. In totale saremo quindi in sei”.

 

Il ritorno di Evviva la suocera non sarà comunque una semplice riproposizione dello spettacolo originale. “La realtà di vent’anni fa è molto diversa da quella di oggi”, sottolinea Joe. Alcuni monologhi e testi sono stati riadattati, ma senza modificarne l’essenza. “È una critica gentile, dolce, che nasce dall’affetto e dal voler bene alla suocera, giocando sulle sue caratteristiche e sulle situazioni nelle quali, in un modo o nell’altro, possiamo riconoscerci”.

 

Ed è proprio da una di queste situazioni che prende il via lo spettacolo: “Adesso non voglio mettervi a disagio, però non parlerò della suocera, ma di un argomento molto più bello, molto più caldo, molto più sentito: la mamma. Sì, in particolare la mamma di mia moglie”. Una premessa ironica che racchiude lo spirito dell’intero show: prendere aspetti quotidiani e riconoscibili e, attraverso l’ironia, trasformarli in situazioni comiche.

 

A essere cambiato, in questi 23 anni, non è soltanto il contesto, ma anche lo stesso Cacchione. “Vent’anni fa ero nella trentina e avevo una certa visione del rapporto con i suoceri”, racconta. “Oggi, invece, siamo noi a essere i suoceri”. I suoi figli sono ormai grandi e fidanzati, e questo gli permette di osservare quel rapporto da una prospettiva completamente diversa. “Il ruolo della suocera lo vedevamo soprattutto come un’occasione per criticare, in modo scherzoso, una certa figura. Oggi invece siamo noi a trovarci dall’altra parte e forse a essere criticati”, sostiene Joe sorridendo.

 

Anche il pubblico, naturalmente, è cambiato. Molti di quelli che avevano assistito allo spettacolo vent’anni fa torneranno in sala con un’esperienza di vita diversa. “Forse allora non erano suoceri, mentre oggi lo sono”. Ma ci saranno anche spettatori che Evviva la suocera non l’hanno mai visto. “Ho incontrato una ragazza di 25 anni che mi ha detto di non vedere l’ora di venire. Quando lo spettacolo andò in scena la prima volta aveva due anni e dubito che possa averlo visto”.

 

Rileggendo i testi, l’umorista ha così ritrovato situazioni che, nonostante il passare del tempo, continuano a parlare al pubblico. “Lo spettacolo non è stato trasformato: rimane lo stesso. È cambiato il mio modo di viverlo e di guardare certe situazioni, ma lo spettacolo è quello”. Anche alcune battute legate all’attualità hanno richiesto un aggiornamento: “Vent’anni fa citavo il Principe Charles, oggi naturalmente è Re Charles. Ci sono tante cose che cambiano e che bisogna riadattare, ma il senso dello spettacolo rimane lo stesso”.

 

Tra le novità che più lo coinvolgono c’è poi la presenza dei suoi due figli. “Non c’è niente di più bello, per me, che poter condividere una passione con i propri figli”, afferma con orgoglio. Negli ultimi anni ha cercato di coinvolgerli sempre di più, fino ad affidare loro anche numeri autonomi. Nell’ultimo spettacolo messo in scena sempre al CLDV, proprio Samuele e Josué si sono esibiti in una performance musicale: “Per me è stato uno dei momenti più belli dello spettacolo. Io ero dietro le quinte, me lo godevo e pensavo: ‘Che bello vedere i miei figli lì sul palco, mentre condividono qualcosa con me e con il pubblico!’”.

 

Più che trasmettere loro la passione per il teatro, Cacchione considera questa esperienza un modo per fornire ai figli strumenti utili anche nella vita. “Se posso avere un impatto positivo sui miei figli, sono molto contento. Questo non significa necessariamente che debbano diventare attori. Ma poter trasmettere loro, per esempio, la capacità di parlare davanti al pubblico è qualcosa di importante”.

 

E per chiudere, Joe Cacchione lancia un invito che sembra quasi una provocazione ironica, ma riassume perfettamente lo spirito dello spettacolo: “Non venite con la moglie o con i figli: portate la suocera! Fatela sedere accanto a voi. Sarò io a dire quelle cose che voi non potete dirle”. A quel punto, agli spettatori non resterà che stare al gioco: “Quando dirò queste cose, dovrete soltanto darle una gomitata. Il messaggio arriverà forte e chiaro!”. Insomma, una serata da vivere insieme alla propria suocera… possibilmente seduta dalla parte giusta.

Per info e biglietti, consultate il sito del CLDV: www.cldv.ca o contattate direttamente Joe al 514-209-9909.

 

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