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La sfida di Cremonini: “Amateur sarà il più grande flop della storia”

Milano, 21 ott. (askanews) – Anima rock, sognatore e ribelle. Cesare Cremonini volta pagina, si racconta in un modo nuovo e dirompente. Per farlo ha scelto Londra per presentare dal vivo Amateur, il suo decimo album di inediti (in uscita il 23 ottobre). “Londra per me era necessaria, perché il disco è nato qui, e poi perché volevo allontanarlo da me, dalla mia immagine. In Inghilterra non sono nessuno, volevo che la musica fosse centrale, ho scelto Londra perché è il luogo giusto per parlare di musica” ha detto incontrando i giornalisti nella sede della casa discografica Universal nella capitale britannica. Registrato tra Londra e Bologna, il nuovo disco arriva dopo il tour negli stadi che ha segnato il punto più alto della storia live di Cremonini. È da qui che parte tutto: dalla scelta di non trasformare ciò che è stato conquistato in una formula da ripetere e dalla voglia di tornare in studio seguendo le canzoni, senza stabilire in anticipo dove sarebbero arrivate. Il titolo contiene questa idea. Amateur, nel suo significato originario, è chi fa qualcosa perché la ama. Dopo ventisette anni di carriera, non significa ricominciare da zero, ma provare a usare ciò che si è imparato senza lasciare che diventi un confine. “C’è una piccola parte di me che gode a sentirsi in trincea, ma quello che io cerco da sempre è rispettare e dare valore alla musica, che è la cosa più importante di me. Questo disco non verrà capito dall’algoritmo che regola le piattaforme digitali. In passato si era detto che il digitale avrebbe liberato la musica, ma non è stato così, la ha ingabbiata proponendoci solo cose che già ci piacciono”. Per questo Cesare ha deciso di accettare la sfida: “è il karma della musica”, ha ripetuto più volte, “lasciamo che sia la gente e decidere se gli piace o meno questo disco, anche se probabilmente sarà il più grande flop della mia carriera e della discografia italiana”. “Sono un amateur, è come se fosse il primo disco per me, mi sento in esordiente, sono felice e curioso come un esordiente. Per me questo non è in disco specchio dove è facile riconoscersi, ma è una porta bellissima porta in cui io invito tutto a entrare. E’ un album sulla vita, il disco non può essere partorito dal dolore, finalmente posso dire di aver fatto un disco pieno di speranza” aggiunge Cesare.

E quindi con tutta la sua carica emotiva è salito sul palco dell’O2 Shepherd’s Bush Empire, uno dei luoghi simbolo della musica live londinese, nella città in cui il disco ha preso forma. Con lui, sia nell’album che nel live, Salmo, Fabri Fibra e Malika Ayane e una superband internazionale, per portare sul palco le nuove canzoni di Amateur. Queste collaborazioni sono state cruciali per definire le sonorità e i testi del suo lavoro, particolarmente poetico il brano “cose molto piccole”: “Malika è un’artista che conosce le cose di cui sto parlando, ma è una delle ultime voci che sa rappresentare le cose piccole della vita, come il risotto al pomodoro, la polvere sui mobili, la semplicità, le cose non urlate. Ho voluto cantare con lei per raccontare il miracolo del dettaglio. Non abbiamo mai interrotto il nostro dialogo e la nostra amicizia, andare in studio con lei è stato naturale e bellissimo, lei ha dato ordine e femminilità a questo disco” spiega Cremonini che in passato è stato legato sentimentalmente con la Ayane. Un album “partorito in fretta” nei mesi dedicati anche allo studio del sax, strumento che è diventato una sorta di spirito guida per Cremonini. “Sono un bravo studente, studiare fa bene alla psiche, perché aiuta a diventare persone più felici e serene. A 46 anni bisogna studiare di più che da ragazzini, studiavo 7 ore al giorno. Il disco è nato in 6 mesi e ho capito che il merito era dello studio, perché mi ha liberto energie, ha cambiato il mio rapporto con la scrittura, e mi ha riportato al piacere di farlo. Resto però un dilettante al sax”. Con Amateur Cesare lancia una sfida prima a se stesso, poi all’algoritmo e alla massificazione della musica: una sfida che merita di essere vinta.

Di Alessandra Velluto

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