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La settimana più green dell’anno

MONTRÉAL – Lo sapevate che Montréal sta per vivere la sua prima settimana interamente dedicata al clima? Dall’8 al 13 settembre 2026, conferenze, spettacoli, passeggiate, mostre e laboratori animeranno la città.

 

 

La Semaine Climat Montréal non avrà un unico quartier generale: si muoverà tra musei, Università, parchi, centri culturali, fattorie urbane e spazi di quartiere. Più che un congresso, sarà quindi un festival diffuso e un invito a scoprire quanto la questione ambientale attraversi già i luoghi in cui Montréal lavora, mangia, crea, si sposta e si incontra. A lanciare l’iniziativa sono state Juliette Champoux-Pellegrin e Gabriela Lopes, con il sostegno di realtà come la Fondation David Suzuki, Future Earth e ONU-Habitat. Il loro obiettivo è cambiare il tono della conversazione sul clima: meno paura e rassegnazione, più collaborazione e voglia di agire.

 

Arte e cultura, scienza e imprese, urbanistica, alimentazione, politica, salute e benessere sono i sei grandi temi scelti per raccontare una sfida che riguarda ormai ogni aspetto della vita urbana. Un posto centrale sarà inoltre riservato ai saperi indigeni. Tiohtià, nome kanien’kéha del territorio sul quale sorge Montréal, è storicamente un luogo d’incontro. La manifestazione vuole partire proprio da questa eredità, riconoscendo le popolazioni indigene non soltanto come custodi di conoscenze, ma anche come protagoniste delle soluzioni. Il calendario è davvero ricchissimo: oltre 125 appuntamenti, circa l’80% dei quali gratuiti. Impossibile citarli tutti, ma ecco qualche spunto da segnare in agenda. Si comincia l’8 settembre con l’evento inaugurale realizzato insieme a Les Productions Feux sacrés. La scelta non è casuale: la cultura e i saperi indigeni saranno infatti uno dei fili conduttori dell’intera manifestazione. Il 9 settembre, alla Biosphère, saranno invece i giovani a prendere il microfono durante La parole aux jeunes: quelles priorités pour l’environnement?. Un’occasione per ascoltare le proposte di chi dovrà convivere più a lungo con le conseguenze delle decisioni prese oggi. Per chi vuole orientarsi meglio nella diplomazia ambientale, il 10 settembre la Maison du développement durable ospiterà Un automne de COP. L’incontro proverà a spiegare che cosa accade realmente durante i grandi negoziati internazionali, andando oltre le fotografie ufficiali e le dichiarazioni solenni. L’11 settembre sarà probabilmente la giornata più difficile per gli indecisi. All’Esplanade Louvain verrà presentato in anteprima il documentario L’Ère du feu: 21 jours en Amazonie. Chi preferisce un’esperienza all’aperto potrà invece scegliere un concerto immersivo al parc Médéric-Martin. E per chi cerca l’appuntamento più curioso c’è Bat Talk + Bat Walk + Bat Fashion Show: una serata interamente dedicata ai pipistrelli, con passeggiata e perfino una sfilata a tema. Tra gli appuntamenti da non perdere c’è, infine, l’incontro conclusivo del 12 settembre al Centre d’art daphne, dedicato alla leadership indigena, alla cura delle comunità e alla costruzione di futuri più resilienti. Un modo coerente per chiudere il cerchio, ricordando che proteggere il territorio significa anche ripensare le relazioni tra le persone che lo abitano.

 

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Ce n’è davvero per tutti i gusti e per ogni interesse: dagli eventi eco-responsabili all’eco-ansia, dall’economia circolare al riuso, fino all’alimentazione sostenibile. Temi diversi, ma capaci di offrirci spunti concreti per riflettere sulle nostre abitudini e, magari, migliorare un po’ alla volta il nostro modo di vivere.

 

Il consiglio è quindi di consultare il calendario completo sul sito scmtl.ca e scegliere gli appuntamenti più vicini ai propri interessi. Una settimana non basterà certo a risolvere la crisi climatica. Potrà però aiutarci a osservarla da una prospettiva diversa: non come una minaccia lontana o una questione riservata agli esperti, ma come qualcosa che attraversa le nostre scelte quotidiane, i nostri quartieri e il modo in cui immaginiamo il futuro della città. Forse è proprio questo il senso dell’iniziativa: ricordarci che il cambiamento non comincia sempre da un grande vertice. A volte nasce proprio dai piccoli gesti.

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