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La scelta smemorata di NYC per Sindaco

Questa volta l’elezione del Sindaco di New York City è stata caratterizzata dal confronto tra il millennial 34enne Zohran Mamdani e il politico di lungo corso 68enne Andrew Cuomo. Mamdani, nato in Uganda, di religione musulmana e “socialista”, è stato candidato con il Partito Democratico. Cuomo, italo-americano cattolico, è l’ex Governatore dello Stato di New York e si è candidato come indipendente.

 

Le votazioni anticipate, iniziate il 26 ottobre e terminate il giorno prima delle elezioni del 4 novembre, hanno registrato un record di 735.317 voti (inclusi quelli per posta). A NYC possono votare 4,9 milioni di residenti ma, mentre in passato solitamente gli elettori che si recavano alle urne erano circa 1,2 milioni, questa volta sono stati oltre 2 milioni.

 

La giustificazione principale per la vittoria di un democratico di estrema sinistra a Sindaco della più grande metropoli americana è stata l’opposizione al Presidente Donald Trump, considerato estremista di destra.

 

Mamdani si è dichiarato a favore della creazione di supermercati di proprietà comunale, della riduzione delle forze dell’ordine, di mezzi pubblici gratuiti e di affitti controllati, con la probabile conseguenza di un aumento delle tasse, della criminalità, della chiusura di piccoli negozi e della riduzione del numero di appartamenti disponibili in affitto.

 

Il timore degli elettori moderati, che hanno preferito Cuomo, è il rischio di tornare a una situazione simile a quella degli anni ’90, durante l’amministrazione del Sindaco David Dinkins, prima che l’elezione di Rudy Giuliani riportasse New York City all’ordine e alla crescita.

 

Un fattore non noto al 75% dei giovani tra i 18 e i 29 anni che hanno votato per Mamdani, ma ben conosciuto dagli elettori più anziani che hanno scelto Cuomo.

 

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