
L’Opéra de Montréal ha messo in scena, dal 10 al 20 maggio, presso la Salle Wilfrid-Pelletier a Place des Arts, il celebre capolavoro di Giacomo Puccini, La Bohème. Un successo travolgente, certificato dal sold out in tutte le rappresentazioni

Servizio fotografico: Vivien Gaumand
MONTRÉAL – La Bohème è, con ogni probabilità, l’opera più celebre e amata di Giacomo Puccini. Pur presentando alcuni elementi che possono risultare datati, continua a esercitare un fascino universale, capace di conquistare sia i neofiti che gli appassionati più esperti ed esigenti. È anche per questo che l’Opéra de Montréal ha scelto di riportarla in scena, per la prima volta dal 2017, affidandosi a una produzione tradizionale che ha riscosso un successo straordinario: tutte le rappresentazioni, dal 10 al 20 maggio, presso la Salle Wilfrid-Pelletier della Place des Arts, hanno registrato il tutto esaurito. Il pubblico, entusiasta, ha risposto con applausi scroscianti e ovazioni prolungate.
Ispirata al romanzo Scènes de la vie de bohème di Henri Murger e alla sua pièce teatrale La vie de Bohème, La Bohème di Giacomo Puccini fu rappresentata per la prima volta nel 1896, diventando rapidamente una delle pietre miliari del repertorio operistico. La sua creazione è il risultato di una curiosa rivalità con il compositore Ruggero Leoncavallo, il quale sostenne a lungo di aver iniziato per primo a musicare la medesima storia. Tuttavia, fu Puccini a completare per primo la propria versione, assicurandosi un immediato e duraturo successo, mentre l’opera di Leoncavallo, sebbene apprezzata al debutto nel 1897, fu presto dimenticata.

Ambientata nella Parigi romantica degli anni ‘30-’40 dell’Ottocento, La Bohème, suddivisa in quattro quadri, racconta la vita quotidiana di un gruppo di giovani artisti poveri. Al centro della vicenda, la tenera e struggente storia d’amore tra il poeta Rodolfo e la fragile Mimì, che si conclude tragicamente con la morte della protagonista, un finale tragico che, in Puccini, assume i toni delicati e intensamente umani di una poesia malinconica.
Nella produzione appena conclusa, il regista François Racine ha optato per una messinscena fedele alla tradizione, senza grandi sorprese, ma efficace nel ricreare l’atmosfera parigina dell’epoca. Le scenografie di Peter Dean Beck hanno contribuito a immergere il pubblico in un mondo fatto di poesia, malinconia e piccole gioie quotidiane, accentuando la forza evocativa e l’intramontabile bellezza di questa grande opera.

Nel ruolo di Rodolfo, il tenore Frédéric Antoun ha offerto una prova intensa, ricca di sfumature emotive e teatralità. Ha affrontato le arie più celebri con notevole padronanza tecnica e una sensibilità interpretativa palpabile. Al suo fianco, la soprano Lauren Margison, nei panni di Mimì, ha mostrato una vocalità solida e ben modulata. A parte una lieve esitazione nel finale di O soave fanciulla, ha convinto per dolcezza timbrica e progressiva crescita espressiva, soprattutto nei due atti finali.
Splendida la prova di Andrea Núñez nei panni di Musetta: il suo personaggio ha dominato la scena con carisma, energia e presenza scenica, incantando il pubblico con un’interpretazione vivace e sfaccettata della celebre Quando m’en vo’. Ogni sua apparizione è stata curata nei minimi dettagli: dalla frivolezza provocante del secondo atto all’intensità drammatica del terzo.
Efficaci e sentite le interpretazioni di John Brancy (Marcello), Mikelis Rogers (Schaunard) e Jean-Philippe McClish (Colline), capaci di restituire al pubblico l’intimità, l’umorismo e la poesia della quotidianità bohémien parigina. Le loro interazioni, soprattutto con Antoun, hanno regalato agli spettatoti alcuni dei momenti più autentici e commoventi della serata.
Unica pecca, la pronuncia dell’italiano, non sempre all’altezza, che in alcuni momenti ha compromesso la naturalezza del fraseggio.
Alla direzione dell’Orchestre Métropolitain, Simon Rivard ha affrontato con abilità la sua prima collaborazione con l’Opéra de Montréal. Il giovane direttore ha dimostrato prontezza e precisione, riuscendo a guidare con efficacia un’orchestra capace di valorizzare appieno la ricchezza espressiva della partitura pucciniana.
Prossimo appuntamento dell’Opéra de Montréal: dal 27 settembre al 5 ottobre alla Salle Wilfrid-Pelletier della Place des Arts, con Don Giovanni di Wolfgang
Amadeus Mozart.





