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Italia modifica Golden Power, ora può rispondere ai rilievi Ue

Roma, 15 gen. (askanews) – L’Italia approva quasi sul filo di lana una serie di modifiche alla legge sul cosiddetto “golden power”, ritocchi che vengono incontro ai rilievi mossi dalla Commissione europea proprio su queste normative. Regole che erano state al centro anche di un acceso dibattito per l’utilizzo che ne era stato fatto sul caso della tramontata operazione di UniCredit du Bpm.

Le modifiche sono state inserite nel decreto Transizione 5.0, approvato oggi in via definitiva dalla Camera e in cui nei giorni scorsi era stato inserito un emendamento dello stesso governo (“Modifiche in materia di Golden Power“).

Il passaggio chiave riguarda il settore finanziario. In questo ambito “ivi compreso quello creditizio e assicurativo i poteri speciali – afferma il testo rivisto – non potranno essere esercitati anteriormente al completamento dei procedimenti pendenti” di fronte a autorità europee competenti a valutare “gli aspetti di carattere prudenziale e concorrenziale”.

Un riferimento, quindi, alla vigilanza bancaria comune effettuata dalla Banca centrale europea e all’Antitrust Ue, esercitato dalla Commissione europea.

Lo scorso 21 novembre la Commissione europea aveva avviato una procedura di infrazione a carico dell’Italia, inviandole una lettera di messa in mora proprio sulla questione del Golden Power. Bruxelles aveva espresso “preoccupazione” perché così come era inquadrata la normativa rischiava di consentire interventi “ingiustificati che compromettono i principi di libertà di stabilimento e di libera circolazione dei capitali”. Inoltre, secondo la Ue, la normativa italiana rischiava di “sovrapporsi alle competenze esclusive della Bce“ sulla vigilanza bancaria.

L’Italia da quel momento aveva due mesi di tempo per rispondere ai rilievi sollevati dalla Commissione e porre rimedio agli stessi, oppure rischiare di vedersi recapitare un parere motivato e poi il deferimento alla Corte europea di Giustizia. Il termine per fornire una risposta scadeva quindi la prossima settimana. E sulle base delle modifiche appena approvate, Roma potrà ora fornire la sua risposta a Bruxelles.

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