La presenza italiana fuori dai confini continua a crescere: +183mila in un anno. Nel 2025 diminuiscono gli espatri, crollano le nascite e la nuova legge sulla cittadinanza incide soprattutto in America Latina
ROMA – Continua a crescere la comunità italiana nel mondo. Secondo i dati diffusi dall’Istat e aggiornati al 31 dicembre 2025, gli italiani residenti all’estero sono 6 milioni e 604mila, circa 183mila in più rispetto all’inizio dell’anno. L’aumento è del 2,8%, inferiore però al +4,6% registrato nel 2024. Gli uomini sono 3 milioni e 406mila, pari al 51,6% del totale, mentre le donne sono 3 milioni e 197mila. A incidere poco sulla crescita è la dinamica naturale. Nel 2025 il saldo tra nascite e decessi è positivo per appena 3mila unità, contro le 13mila dell’anno precedente. Le nascite sono infatti diminuite drasticamente, passando da 26mila a 16mila (-37,1%), mentre i decessi sono rimasti poco sopra quota 13mila.
CROLLANO LE NASCITE, SOPRATTUTTO IN AMERICA. Quasi tre nascite da genitori italiani all’estero su quattro vengono alla luce in Europa: il 73,8% del totale, di cui il 47,4% nei Paesi dell’Unione europea. Tra i Paesi con il maggior numero di nascite figurano Svizzera, Germania, Francia e Regno Unito. L’America rappresenta invece il 16,8% del totale. Il calo delle nascite interessa tutte le aree geografiche, ma è particolarmente forte nel continente americano, dove raggiunge il -55%, con un -59,7% nell’America centro-meridionale. Secondo l’Istat, sulla diminuzione ha inciso anche la nuova normativa sulla cittadinanza entrata in vigore nel 2025, che ha ristretto i casi di trasmissione automatica della cittadinanza italiana per discendenza ai figli nati all’estero. Gli effetti sono particolarmente evidenti in Brasile (-66,6%) e Argentina (-55,8%), due Paesi caratterizzati da comunità di origine italiana molto numerose. In Europa il calo delle nascite è stato del 33,2%. Il tasso di natalità degli italiani all’estero si ferma così al 2,5 per mille, meno della metà del 6 per mille registrato in Italia.
I DECESSI. Nel 2025 sono morti 13mila cittadini italiani residenti all’estero, il 2,4% in più rispetto all’anno precedente. La grande maggioranza dei decessi si concentra in Europa, dove si registra l’85,6% del totale: il 59,3% nei Paesi dell’Unione europea e il 26,3% negli altri Paesi europei. L’America rappresenta l’11,2% dei decessi. Il tasso di mortalità degli italiani all’estero resta comunque molto più basso rispetto a quello registrato in Italia: 2,1 per mille contro 11,1 per mille. I valori più elevati si osservano soprattutto nei Paesi europei caratterizzati da comunità italiane più anziane.

ESPATRI IN CALO DOPO IL BOOM DEL 2024. Nel 2025 sono stati registrati 109mila espatri, il 22,7% in meno rispetto all’anno precedente. Il dato, sottolinea l’Istat, va però confrontato con l’eccezionale aumento delle iscrizioni all’AIRE avvenuto nel 2024 in seguito all’introduzione di norme più stringenti. I rimpatri sono stati invece circa 56mila, in diminuzione del 3,4%. Il saldo migratorio resta quindi positivo per circa 53mila persone, quasi 30mila in meno rispetto al 2024. L’Europa continua a essere la destinazione principale degli italiani che lasciano il Paese: vi si dirige il 75,5% degli espatriati, pari a circa 82mila persone. In testa alle destinazioni ci sono Spagna e Germania, entrambe con circa 13mila arrivi, seguite da Svizzera con 12mila, Regno Unito con 11mila e Francia con 9mila. Questi cinque Paesi assorbono da soli oltre la metà degli espatri italiani. Tra le mete extraeuropee spiccano gli Stati Uniti, con il 5,7% degli espatri, mentre il Brasile si ferma al 2,9%, in forte diminuzione anche per effetto della nuova disciplina sulla cittadinanza iure sanguinis.
A PARTIRE SONO SOPRATTUTTO I GIOVANI. Dal punto di vista territoriale, circa 56mila italiani espatriati nel 2025 provengono dal Nord, 19mila dal Centro e 34mila dal Mezzogiorno. La Lombardia è la regione con il maggior numero di partenze: circa 22mila, pari al 19,8% del totale. Seguono Veneto, Sicilia, Piemonte e Toscana. Gli espatri riguardano soprattutto le fasce più giovani della popolazione. L’età media di chi lascia l’Italia è di 34 anni, mentre quella di chi rientra raggiunge i 36,8 anni. Oltre un terzo degli espatriati, il 36,2%, ha tra i 25 e i 34 anni, mentre un altro 13,2% appartiene alla fascia tra i 18 e i 24 anni. Tra i rimpatriati, invece, cresce il peso delle fasce d’età più mature: gli over 50 rappresentano il 26% di chi torna in Italia, contro il 16,5% di chi parte. Un quadro che conferma, ancora una volta, una comunità italiana all’estero in continua espansione, ma sempre più segnata dalla mobilità dei giovani e da una natalità in forte arretramento.





