Rosh Haayin, 8 set. (askanews) – Gadi Eisenkot lancia la sfida a Benjamin Netanyahu. L’ex capo di Stato maggiore israeliano presenta i candidati di Yashar, il partito fondato appena un anno fa e diventato uno dei principali avversari del Likud in vista delle elezioni del 27 ottobre.
Eisenkot accusa Netanyahu di anteporre la propria sopravvivenza politica alla sicurezza del Paese e di non essersi assunto le responsabilità per il 7 ottobre.
L’attacco arriva mentre una ricostruzione del quotidiano Haaretz sostiene che, una decina di giorni prima del massacro, il presidente degli Emirati Arabi Uniti avrebbe avvertito Netanyahu che Hamas stava preparando una grande offensiva. Il premier non avrebbe trasmesso l’allarme ai vertici della sicurezza. L’ufficio di Netanyahu smentisce e parla di “una menzogna assoluta”.
Eisenkot e gli altri principali leader dell’opposizione chiedono ora un’indagine: “Gli israeliani hanno il diritto di sapere che cosa Netanyahu sapesse, quando lo sapesse e perché non abbia informato l’apparato di sicurezza”. E promettono una commissione statale d’inchiesta se vinceranno le elezioni.
“La strada sulla quale oggi viene condotto Israele è pericolosa – dice Eisenkot – Non è un avvertimento generico: è un avvertimento immediato e concreto. Dobbiamo svegliarci prima che sia troppo tardi”.
Secondo un sondaggio dell’emittente pubblica Kan, Yashar otterrebbe 23 seggi su 120, contro i 20 del Likud. Il blocco anti-Netanyahu arriverebbe però a 51 seggi, quello del premier a 52: entrambi lontani dai 61 necessari per governare.
Eisenkot attacca il governo anche sulla leva militare. Nel mirino ci sono le esenzioni per gli ebrei ultraortodossi, difese dai partiti religiosi alleati di Netanyahu e diventate uno dei temi più divisivi della politica israeliana.
Una sfida a Netanyahu che resta però dentro il campo sionista israeliano. “Continuerò ad agire in ogni modo – promette Eisenkot – affinché insieme possiamo formare un governo sionista con una chiara maggioranza, costruito attorno a un partito di governo di tutti gli israeliani, che rappresenti tutte le componenti del popolo”.





