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Il PICAI riammesso ai finanziamenti del MAECI

Dopo aver saldato il rimborso di 120 mila dollari, l’ente gestore di Montréal potrà accedere nuovamente ai programmi del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione  per il biennio 2026-2027. Il commento del presidente Moreno Fermini

 

 

MONTRÉAL – Il PICAI è un organismo storico fondato nel 1969 a Montréal senza fine di lucro. Nato come patronato, a partire dagli anni Settanta ha progressivamente modificato la propria missione, dedicandosi quasi esclusivamente alla conservazione e alla diffusione della lingua italiana in Québec.

 

Negli ultimi anni l’ente è stato al centro del dibattito a causa di presunti problemi economico-contabili che hanno portato il MAECI a richiedere un rimborso di 120 mila dollari e a sospendere i finanziamenti per gli anni scolastici 2023/2024 e 2024/2025.

 

Il Presidente del PICAI Moreno Fermini nella redazione de Il Cittadino

 

Secondo quanto spiegato dal presidente Moreno Fermini nell’intervista rilasciata a Il Cittadino Canadese il 10 aprile 2024, la vicenda ebbe origine nell’anno scolastico 20/21, quando il
MAECI chiese la restituzione dei fondi non spesi durante la pandemia, creando non poche difficoltà a causa dei forti rincari legati al periodo post-Covid. Il debito, saldato nel 2021 dall’allora presidente Iannuzzi, aveva però prosciugato le casse dell’ente. L’anno successivo (a.s. 2021/22), nonostante un nuovo contributo del Ministero, il PICAI non riuscì a riattivare i corsi in presenza, poiché i costi di affitto dei locali erano nel frattempo più che raddoppiati. A metà del 2022 il Ministero richiese la restituzione del precedente finanziamento, e, proprio in quel periodo, Fermini assunse la presidenza. Il 9 giugno 2023 egli siglò un accordo alla Farnesina che prevedeva la restituzione, in tre rate, della somma dovuta; ma pochi mesi dopo il MAECI revocò il contributo per l’a.s. 2023/24 e l’accesso al bando successivo, imponendo il saldo completo prima di nuovi finanziamenti. “Si sono rimangiati la parola”, commentava allora Fermini, che sottolineava tuttavia come il “PICAI fosse riuscito a superare le difficoltà grazie alle tante iscrizioni e al sostegno della FCIC”.

 

Dallo scorso ottobre questo lungo calvario si è finalmente concluso: il PICAI ha saldato l’ultima rata dovuta al Ministero e, a partire dal 2026, potrà accedere nuovamente ai finanziamenti erogati dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Di questo e di altro abbiamo parlato con il presidente del PICAI, l’ingegnere Moreno Fermini.

 

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“Il percorso per arrivare qui – ha esordito il numero uno dell’ente – è stato come attraversare un tunnel in mezzo a un bosco piuttosto oscuro. Prima vedevo soltanto una luce lontana, adesso invece sono fuori e finalmente vedo un futuro più limpido”.

 

“È stato un cammino impegnativo, ma allo stesso tempo stimolante, perché l’ho affrontato con grande determinazione e soddisfazione. È facile chiudere la porta e abbandonare tutto, ma io non l’ho fatto”, ha aggiunto con orgoglio, ricordando le difficoltà che ha incontrato all’inizio della sua presidenza. “Il Ministero richiedeva la restituzione di circa 120 mila dollari non spesi dalla precedente amministrazione”, una somma definita “non un debito, ma un importo erogato per attività non pienamente riconosciute”.

 

L’ing. Fermini ha confermato di aver completato il pagamento di tutte le rate, proseguendo le attività per due anni senza alcun sostegno esterno: “Abbiamo ripianato tutto con le nostre risorse e forze. Entro i primi di ottobre di quest’anno ho anche presentato il nuovo progetto per il biennio 2026-27, con tutta la documentazione richiesta. Ora il PICAI è rientrato a pieno titolo nell’ambito MAECI, tutto è tornato nella norma”.

 

Nonostante l’assenza di finanziamenti, in questo biennio, l’ente ha continuato a crescere: “Siamo riusciti a proseguire le attività, aprire nuove scuole e a stipulare un importante accordo con il CLDV, dove quest’anno abbiamo registrato 120 nuovi iscritti solo lì”.

 

Ha, quindi, voluto ribadire come la situazione attuale sia positiva: “C’è un grande impegno da parte di tutti i collaboratori, un buon funzionamento generale e ottime prospettive. Il PICAI ha davanti a sé un futuro più sereno e promettente, con una rinnovata passione per la lingua italiana, non solo tra i figli degli italiani, ma anche tra anglofoni e francofoni”.

 

Oggi le scuole del PICAI sono dislocate in quattro punti tra Montréal e Laval e sono previste ulteriori aperture. Nel 2025 gli studenti totali sono passati da 400 a oltre 550, con 150 adulti iscritti tra francofoni, anglofoni e italo-canadesi.

 

Fermini ha illustrato le nuove collaborazioni in vista del 2026: “Stiamo lavorando per siglare un accordo con la scuola privata Loyola, per introdurre l’insegnamento dell’italiano nelle loro classi come corsi intra-curriculari. Partiremo con una classe quest’anno e, man mano che gli studenti avanzeranno, apriremo ulteriori sezioni”.

 

Tra i progetti futuri, il PICAI punta anche a ottenere il charity number, per diventare una fondazione in grado di accettare donazioni deducibili fiscalmente, ampliando le possibilità di programmazione. In questo modo “oltre ai contributi istituzionali del MAECI, potremmo finalmente ricevere sostegni da privati e aziende”.

 

Tra le iniziative recenti di cui il presidente va più fiero vi sono la partecipazione al quiz Esatto – “che ha coinvolto tutte le nostre scuole, permettendo ai ragazzi di apprendere con entusiasmo non solo la lingua, ma anche nozioni di cultura generale, storia e geografia” – e la “formazione continua degli insegnanti, con corsi tenuti da professionisti provenienti dall’Italia, come quello organizzato il 4 novembre in collaborazione con Edilingua”, casa editrice specializzata nell’insegnamento dell’italiano agli allofoni.

 

“Il PICAI oggi è un’organizzazione viva, rinnovata, con prospettive solide e una missione chiara: promuovere la lingua e la cultura italiane in Québec, costruendo ponti tra generazioni e comunità linguistiche diverse”, ha concluso Fermini.

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