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Il nuovo Centro Culturale Tshissenitamun Mitshuap apre le sue porte

Il giovane architetto italiano Diego Chiatante coinvolto in un progetto con le Prime Nazioni Innu a Mani-Utenam

Da sinistra: Bruno Morin (partner di Figurr), Shanda Jean-Pierre (agente amministrativa del Centro), Marie Fontaine (Comité Culturel) e Diego Chiatante (architetto Figurr)

 

MONTRÉAL – Il 30 novembre, gli architetti Bruno Morin e l’italiano Diego Chiatante, del cabinet Figurr Collectif d’Architectes, hanno inaugurato il nuovo Centro Culturale Tshissenitamun Mitshuap a Mani-Utenam, nella regione di Côte-Nord – Sept-Îles, finanziato da Hydro-Québec – in cambio ovviamente dell’uso funzionale dei territori – per preservare la cultura, l’arte, la musica e le tradizioni Innu e assicurare una continuità generazionale di conoscenza dagli anziani ai giovani. L’evento, interamente celebrato in lingua Innu, è stato emozionante, riflettendo la profonda identità culturale della comunità. Questo centro rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di riconciliazione con il popolo Innu. Il nome Tshissenitamun Mitshuap vuol dire “la casa del sapere” e ne esprime chiaramente la vocazione: uno spazio dedicato alla trasmissione, alla valorizzazione e alla promozione delle arti, delle storie e delle tradizioni Innu. Un luogo in cui memoria e futuro si incontrano, sostenendo al contempo le attività culturali, educative e comunitarie. Per il pugliese Diego Chiatante (intervistato da Il Cittadino Canadese nell’edizione dell’11 giugno 2025), che lavora da diversi anni in Québec, questo progetto ha un significato particolare. All’interno di Figurr Collectif d’Architectes ha trovato, ci spiega “un ambiente multiculturale, aperto e collaborativo, in cui può esprimere la cultura italiana e arricchirsi della diversità degli altri”. Questo contesto gli ha permesso di conoscere e approfondire la cultura Innu, apportando al contempo una sensibilità architettonica italiana, attenta al dialogo tra paesaggio, materia e forma costruita. “È un bellissimo progetto, nella riserva autoctona, vicino al sito dove si svolge l’annuale Festival Innu-Nikamu.

 

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La ragione per la quale ho fatto il salto professionale a Figurr è stato proprio perché lavorare per l’habitat delle Prime Nazioni è un unicum, non sono in molti ad essere in grado di rapportarsi a queste realtà. Dal punto di vista contrattuale è una dimensione inusuale, anche per l’aspetto del design: il rapporto con il luogo, la natura, il paesaggio, lo spazio, l’aggregazione… c’è molto da studiare… mi sono fatto una vera a propria cultura, per empatizzare con i destinatari”. Il successo di questa iniziativa deriva infatti dalla capacità del team di Figurr di instaurare un autentico dialogo con la comunità. Il processo di progettazione si è sviluppato attraverso incontri, workshop creativi e, soprattutto, momenti di ascolto, garantendo che l’architettura rispecchiasse fedelmente i valori, i bisogni e le aspirazioni. “Inserito in un territorio di grande bellezza naturale, il centro si integra armoniosamente nel paesaggio grazie a scelte formali e materiali ispirate dalla tradizione, reinterpretate in chiave contemporanea”, ci dice Diego. L’inaugurazione del Tshissenitamun Mitshuap rappresenta un momento significativo per Mani-Utenam e per tutti i professionisti coinvolti: un luogo simbolico in cui identità, cultura e futuro si intrecciano, rafforzando il patrimonio delle Prime Nazioni. E che un giovane architetto italiano sia coinvolto in un progetto così intimamente canadese, quebecchese, autoctono, territoriale, non può che renderci orgogliosi.

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