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“Il disagio dei giovani troppo spesso è sottovalutato”

(Adnkronos) – “Gli psicologi che si occupano su quanto accaduto a Paderno Dugnano nei prossimi giorni avranno modo di approfondire le dinamiche che hanno portato questo ragazzo di 17 anni a compiere qualcosa che ci appare inaudito. Anche in questo caso le prime testimonianze parlano di un ragazzo ‘normale’ e quindi torna in ballo il raptus omicida di cui tanto spesso si parla. In genere la violenza si manifesta come tale in modo che appare improvviso ma ha una genesi che prepara il terreno. E’ più facile parlare di ‘pazzia improvvisa’ ma anche i gesti più estremi ed incomprensibili hanno una storia che è importante capire. E capire non vuol dire giustificare, non si faccia confusione su questo, semmai è l’idea del raptus improvviso che serve a giustificare ed evitare di capire”. Così all’Adnkronos Salute David Lazzari, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi (Cnop), interviene su quanto accaduto a Paderno Dugnano (Milano) dove un giovane di 17 anni ha confessato di aver ucciso suo padre, sua madre e il fratellino di 12 anni “perché si sentiva oppresso”. 

Un’altra riflessione fondamentale “è legata al concetto di disagio psicologico, che spesso viene banalizzato – sottolinea Lazzari – si pensa che solo una malattia mentale grave è degna di attenzione e si sottovaluta. Una malattia che manda segnali eclatanti e che tutti possono vedere. Il disagio invece spesso grida in modo silenzioso ma che, se si vuole ascoltare, si può sentire. E può essere la manifestazione non tanto di deviazioni o rotture della psiche ma di una estrema povertà psicologica, una sorta di desertificazione che impedisce la costruzione di identità soggettive adeguate e crea un vuoto interiore a volte insostenibile. Sono temi che noi psicologi denunciamo da anni ma che fanno poco rumore se non in situazioni estreme”. 

Un “disagio dei nostri giovani che vediamo dappertutto intorno a noi ma sul quale si investe molto poco, basti pensare alla psicologia nella scuola che è ancora un miraggio – fa notare Lazzari – Quando il disagio è così diffuso e così poco ascoltato può capitare che qualcuno arrivi a gesti estremi, contro se stesso, il suicidio è la seconda causa di morte tra i giovani, o contro altre persone, a cominciare paradossalmente da quelle più vicine”. Ovviamente “sono questi gesti che spaventano e allarmano, ed è giusto cercare di capire, ma se vogliamo fare qualcosa dobbiamo dare risposte al di là dei singoli tragici casi”, conclude. 

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