
Abbiamo sentito parlare di questi strani oggetti prima invisibili, adesso fotografati dal telescopio Event Horizon, HET. A prima vista il nome e le foto fanno pensare ad un misterioso buco che inghiotte qualunque materia ed energia che cade nella sua sfera di attrazione, come in un lavandino pieno d’acqua quando si toglie il tappo; tutta l’acqua si precipita in un vorticoso movimento verso l’apertura. In realtà non si tratta di un buco, ma di una massa così densa che riesce ad attirare tutto quello che si trova nel suo “Orizzonte”. L’Orizzonte è il limite estremo del suo campo gravitazionale. Il collasso di una stella crea un corpo così denso che lo spazio tra i vari componenti (molecole e atomi che formano la sua materia) è quasi inesistente. La forza di attrazione è così grande che neanche la luce riesce a sfuggire. La loro massa è gigantesca, pesano da 100,000 a vari miliardi di masse solari e sono il perno attorno al quale ruotano le stelle delle galassie. Anche la nostra galassia, la Via Lattea, ha nel centro un enorme Buco Nero.

Ritorniamo all’immagine dell’acqua nel lavandino. Sappiamo che essa finisce nel tubo di scarico e poi nella fognatura, ma dove vanno a finire gli oggetti (particelle, pianeti, luce e gas) che cadono sotto l’attrazione di un buco nero? Nei film di fantascienza questo diventa il portale che conduce ad un altro mondo, ma in realtà tutto quello che è preda del Black Hole finisce per essere incorporato nella massa che lo costituisce. L’attrazione esercitata da questo straordinario fenomeno causa un movimento di tutto ciò che sta attorno che a misura umana è sbalorditivo: la terra gira attorno al sole ad una velocità di 107,000 Km all’ora, ruota sul suo asse a 1,670 Km all’ora (all’equatore), il sistema solare si muove a 220 Km al secondo, la Via Lattea viaggia nello spazio a 600 km al secondo. Tutto è soggetto a questo misterioso movimento a spirale che col tempo, in miliardi di anni, si accumulerà in un solo punto dove lo spazio e il tempo finiranno per unirsi. Come mai, in questo vorticoso correre nello spazio, la nostra percezione è di immobilità?
La velocità della terra, nel suo viaggio ellittico attorno al sole, è costante e nella sua rotazione compie 940 milioni di Km ogni anno. Il suo movimento garantisce l’equilibrio che la mantiene alla distanza ideale dal sole, impedendo la caduta su di esso e la fuga verso uno spazio senza fine. Le cifre menzionate porterebbero alla conclusione che ogni oggetto dovrebbe sfuggire ad una velocità spaventosa. Invece tutto è immobile: l’acqua degli oceani resta “incollata” alla terra, l’aria non si perde nello spazio, gli edifici restano in piedi e gli esseri umani sembrano aggirarsi in un mondo immobile. Ciò avviene perché tutto si muove alla stessa velocità della terra. Se siamo su un treno o in un aereo a velocità elevate, abbiamo la sensazione di essere immobili; ci spostiamo senza cadere a causa delle leggi fisiche di inerzia e di velocità uguale, abbiamo, cioè, la stessa velocità del mezzo di trasporto. Se si fermasse improvvisamente la nostra velocità continuerebbe a spingerci avanti e non saremmo più in equilibrio. Il principio di inerzia afferma che la materia ha la tendenza a non modificare il suo stato; ogni corpo conserva il suo stato di quiete o di moto uniforme se non interviene una forza a mutarlo.
Che cosa accadrà quando tutte le galassie finiranno in un enorme Black Hole?
Non potremo mai saperlo perché il convergere in un punto di tutta la materia e l’energia avverrà tra migliaia di miliardi di anni.





