Gli struffoli napoletani
Gli struffoli napoletani sono dolci morbidi, fragranti e ricchi di storia, immancabili sulle tavole natalizie, ma apprezzabili e gustabili in qualsiasi periodo dell’anno. Piccole palline di pasta dolce, fritte e immerse nel miele, decorate con canditi e confettini. Il nome potrebbe derivare dal napoletano “strofinare”, per il gesto di arrotolare la pasta, o dal greco stróngylos, “tondeggiante”. Qui di seguito la ricetta proposta dallo chef Arfè.

Ingredienti (per circa 2 kg di impasto):
2 kg di farina 00;
12 uova intere + 4 tuorli;
300 g di burro;
200 g di zucchero;
16 g di sale;
80 g di liquore (limoncello, Strega o anice);
2 zest di arancia;
2,5 l di olio di arachide o girasole;
1 kg circa di miele millefiori;
Canditi, anicini, diavolini, cannellini q.b.
Procedimento:
In una planetaria unite farina, uova, tuorli, burro, zucchero, sale, liquore e zest di arancia, impastando a velocità media fino a ottenere un composto liscio e omogeneo. Avvolgetelo in pellicola e lasciatelo riposare in un luogo fresco e asciutto per circa 45 minuti. Trascorso il tempo, spezzate l’impasto in porzioni e arrotolate ogni pezzo fino a ottenere bastoncini sottili, poi tagliateli a piccole palline grandi come un chicco di mais. Friggete le palline in olio caldo a piccole quantità, scolandole non appena diventano dorate, e lasciatele raffreddare in un recipiente forato. Nel frattempo sciogliete il miele in un tegame basso e capiente e nappatevi gli struffoli fritti; disponeteli poi a cupola in un piatto o pirottino e guarnite con confettini, frutti canditi o scorze di agrumi. Possono essere accompagnati da un buon Passito o da bollicine rosate.
Lo Chef Antonio Arfè

Oggi parliamo di Antonio Arfè, grande interprete della ristorazione napoletana e presidente di CHEF Italia. Nato a Napoli nel quartiere Chiaia in una famiglia attiva nel commercio alimentare dal 1870, Antonio cresce tra i profumi dei generi alimentari e sviluppa fin da giovane una passione per la cucina. Dopo gli studi, inizia a lavorare nell’attività familiare, dove osserva affascinato il lavoro dei cuochi.
Il suo percorso professionale prende forma quando, su suggerimento di un collega chef, introduce nella gastronomia di famiglia prodotti cotti e pronti, accompagnando l’attività con la formazione alla Capac Sud. Da qui inizia una rapida crescita: dalla ristorazione scolastica alla creazione di un ristorante da 60 coperti, passando per esperienze alla Taverna degli amici, al Bagno Elena, a Cannes e in altri luoghi d’Europa.
Oggi Antonio Arfè è docente di corsi di cucina, esperto esterno agli esami di istituti alberghieri e consulente. Continua a gestire con passione la sua Gastronomia Arfè. Qui, oltre ai classici prodotti di salumeria e caseari campani freschissimi, propone dolci, pizze rustiche, sfoglie, babà e creazioni di pasticceria tradizionale e innovativa. La sua cucina nasce dalla tradizione napoletana, ma con una rivisitazione personale che unisce creatività e fedeltà ai sapori autentici di Napoli.
Per Antonio, creare un nuovo piatto significa esprimere se stessi: ogni gesto in cucina è simile a comporre una melodia, dove gli ingredienti diventano note e l’armonia del piatto racconta la personalità di chi cucina.






