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Fine vita, Fi apre ma opposizioni temono falsa (ri)partenza: subito in aula

Roma, 11 mag. (askanews) –

Roma, 11 mag. (askanews) – Sarà tutto da vedere se le aperture di
Forza Italia sul fine vita, dopo mesi di battute d’arresto e
rinvii in Senato, possano arrivare davvero a meta nell’ultimo
anno di legislatura. Le posizioni di maggioranza e opposizione
rimangono distanti. E sul tema ci sono anche sensibilità diverse
nello stesso centrodestra con Fi che – pare su impulso di Marina
Berlusconi – si mostra più dialogante. In commissione giace da
mesi il testo dei relatori Pierantonio Zanettin (Fi) e Ignazio
Zullo (Fdi) che incontra la netta contrarietà dei partiti di
minoranza che lo considerano restrittivo rispetto ai confini
tracciati dalla Consulta.

Tanto che le parole del capogruppo Fi alla Camera Enrico Costa,
su ‘La Repubblica’, hanno suscitato non poco scetticismo, da
parte di tutte le opposizioni. Per Costa sul fine vita c’è un
“vuoto legislativo, che non può essere colmato da una
molteplicità di leggi regionali diverse. Ciascun partito dovrà
rinunciare a qualcosa. Sono fiducioso”, ha detto, dopo che ieri i
presidenti dei gruppi dem di Camera e Senato Chiara Braga e
Francesco Boccia avevano affidato allo stesso giornale l’appello
di assumere domani la decisione, in conferenza dei capigruppo di
Palazzo Madama, di portare subito in aula il provvedimento. Un
appello ribadito oggi, dopo l’intervento di Costa.

Il dem Alfredo Bazoli ha ricordato che è da quasi otto anni che
la Corte costituzionale chiede che il parlamento intervenga con
una legge sul suicidio assistito e ha insistito: “Basta
concordare già domani una data certa per l’approdo in aula del
mio testo sottoscritto da tutte le opposizioni, che rappresenta
una base di discussione seria ed equilibrata. Non vi è oggi altra
strada: ripartire dalla palude della commissione, tenuta ostaggio
dalle divisioni della maggioranza, significherebbe semplicemente
il definitivo affossamento della legge. Auspico dunque – ha
concluso Bazoli – che alle parole di apertura Forza Italia sappia
far seguire il coraggio delle decisioni”.

E la richiesta di fissare una data certa per la calendarizzazione
della discussione in aula è risultata immediatamente in salita.
“La mia intenzione – ha replicato la capogruppo in Senato di Fi
Stefania Craxi – è chiedere alla commissione che riprenda l’iter
del fine vita sulla base del testo Zullo-Zanettin che mi sembra
un buon punto di partenza. Sto lavorando a questo”. Una postura
che Boccia ha subito respinto: “Il ddl Bazoli è in commissione da
due anni e mezzo e da oltre un anno la proposta alternativa della
destra giace in commissione. Qui non si tratta di riaprire un
iter. Si tratta di assumersi le proprie responsabilità”.

“In questo momento c’è un rinnovato impegno di Forza Italia sul
fine vita. E’ prioritario per noi fare la legge entro la
legislatura”, ha assicurato per parte sua il relatore azzurro
Zanettin. La scorsa settimana una riunione a palazzo Madama con
il viceministro Paolo Sisto e i due capigruppo Costa e Craxi ha
fatto il punto della situazione. Con un elefante nella stanza: il
ruolo del Servizio sanitario nazionale che nel testo
Zanettin-Zullo viene di fatto escluso, e su cui Fratelli d’Italia
non intende fare marcia indietro.

Il M5S ha invitato a non affidarsi alle bandierine di partito:
“Bisogna varare una legge che recepisca la sentenza della Corte
costituzionale. Quella proposta dalla maggioranza – ha sostenuto
Mariolina Castellone – va nella direzione sbagliata: fra le altre
cose, stabilisce che l’accesso al suicidio assistito va limitato
ai casi in cui il paziente è sottoposto a un trattamento
sostitutivo di funzioni vitali ed espelle i percorsi di fine vita
dal perimetro del Servizio sanitario nazionale”. La posizione di
Azione “è chiara e netta: siamo disponibili a dialogare con tutte
le forze politiche con serietà e senso di responsabilità purché
si arrivi, entro la fine di questa legislatura, ad una legge
nazionale nel solco delle condizioni previste dalla Corte
Costituzionale. Superiamo le frammentazioni delle leggi regionali
e questo scontro ideologico: non esiste un ‘partito della vita’
contro un ‘partito della morte'”.

Riccardo Magi di +Europa ha evocato il “timore” che l’apertura di
Forza Italia “sia soltanto un’operazione mediatica destinata a
cadere nel nulla, come già avvenuto sul tema della cittadinanza e
dello ius scholae”. “Il diritto al fine vita è una questione
seria e delicatissima che riguarda le vite e le sofferenze di
molte persone, su cui da decenni tutti i maggiori partiti
presenti in Parlamento hanno fatto ricorso al mutismo selettivo.
Se la volontà di fare un passo in avanti è reale, allora si parta
dalla proposta Coscioni al Senato oppure da quella di +Europa
alla Camera”.

‘Eutanasia legale’ è il titolo della legge di iniziativa popolare
dell’associazione Coscioni, depostata 10 mesi fa, che punta,
hanno ricordato Marco Cappato e Filomena Gallo, a consolidare le
sentenze della Corte costituzionale “sulle nostre azioni di
disobbedienza civile aprendo alla possibilità di accesso
all’aiuto alla morte volontaria anche per pazienti terminali non
dipendenti da trattamenti di sostegno vitale e alla
somministrazione del farmaco letale da parte del medico su
richiesta del paziente”.

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