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Fine del servizio a domicilio e sciopero dei dipendenti

Ancora caos a Postes Canada

 

OTTAWA – I dipendenti di Postes Canada hanno avviato giovedì 25 settembre uno sciopero nazionale “in risposta all’attacco del governo” dopo l’annuncio di una serie di tagli imposti da Ottawa, tra cui la fine della consegna della posta a domicilio. La società statale ha espresso “delusione” per la decisione del sindacato, sottolineando che la protesta peggiorerà ulteriormente la situazione finanziaria critica di Postes Canada. A questo punto, i clienti devono attendersi ritardi, poiché durante lo sciopero nazionale né posta né pacchi verranno trattati o consegnati. Nonostante il conflitto in corso, è stato concordato che continueranno a essere consegnati i sussidi governativi e le spedizioni di animali vivi già in corso, mentre non saranno accettati nuovi invii di animali. Il sindacato, che rappresenta 55.000 lavoratori, ha reagito duramente alle direttive, annunciate qualche ora prima, del Ministro dei Lavori Pubblici e degli Approvvigionamenti, Joël Lightbound, che mira a risparmiare 420 milioni di dollari all’anno, principalmente eliminando la consegna a domicilio. Attualmente, ricordiamolo, solo un quarto dei canadesi riceve ancora posta a domicilio, ovvero circa 4 milioni di indirizzi. Le quattro misure annunciate dal governo federale prevedono: la fine della consegna a domicilio; la fine della consegna quotidiana del servizio postale ai privati; spedizione via terra e non via aerea per la posta non urgente; chiusura degli uffici postali nelle aree rurali.

 

Lightbound ha precisato che saranno necessari fino a nove anni per completare la transizione alle caselle postali comunitarie per tutti i 4 milioni di nuclei familiari interessati, ma che la maggior parte passerà al nuovo sistema entro tre-quattro anni. “Postes Canada è un servizio essenziale, un’istituzione da salvare. O continuamo a iniettare fondi oppure investiamo nella trasformazione per raggiungere la sostenibilità finanziaria”, ha dichiarato. Il governo ha fatto sapere, inoltre, che la frequenza di consegna del servizio postale a domicilio sarà ridotta: il tempo medio di recapito passerà da 3-4 giorni a 3-7 giorni, mentre la consegna quotidiana alle imprese sarà mantenuta.

 

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Un modello d’affari in crisi. Venti anni fa, Postes Canada consegnava 5,5 miliardi di lettere all’anno; oggi ne consegna appena 2 miliardi, nonostante l’aumento dei nuclei familiari. Dal 2018, la società ha accumulato perdite superiori a 5 miliardi di dollari. Solo nel 2024 ha registrato un rosso di oltre un miliardo e, nel 2025, le perdite previste sfiorano 1,5 miliardi. Nel secondo trimestre 2025, Postes Canada ha registrato il peggior risultato trimestrale della sua storia, con una perdita di 407 milioni di dollari. Attualmente, le perdite ammontano a circa 10 milioni di dollari al giorno. Secondo gli esperti, Postes Canada deve cambiare urgentemente modello d’affari. Il taglio dei servizi e dei costi è inevitabile, ma per restare rilevante nel XXI secolo, la società dovrebbe offrire nuovi servizi. In Francia, ad esempio, La Poste, pur essendo pubblica, propone servizi di telefonia mobile, bancari, assicurativi e di commercio online, oltre alla consegna della posta. Anche Poste Italiane ha seguito una strategia simile, ampliando i propri servizi con assicurazioni, pagamenti digitali e soluzioni finanziarie, trasformandosi progressivamente in un gruppo di servizi integrati oltre alla tradizionale attività postale. (V.G.)

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