Roma, 11 ago. (askanews) – Il tono e il senso, a tratti, un po’ da kolossal americano (“Scegliere adesso per cosa vivere e morire”). Alcune proposte come un editto dell’imperatore, made in IA, Vannaccius: per la cittadinanza servono 20 anni e la dichiarazione “formale di accettazione e avvenuta assimilazione alla civiltà greca, romana e cristiana”. E non può non venire in mente il Codice Rocco, quando si chiede di abrogare il reato di femminicidio parlando, invece, di “forme di violenza passionale”.
La prima parte del programma di Futuro nazionale con Vannacci è on line da stamani e propone non solo le ricette dell’ex generale e della sua comunità politica per l’Italia, alcune delle quali già note, ma, più complessivamente, una visione del Paese e della destra. A stendere il programma Lorenzo Gasperini, 34enne professore di filosofia, ex consigliere comunale della Lega a Cecina e ora ideologo di FnV critico verso “la destra progressista, un po’ liquida, un po’ alla giornata”.
La destra di Vannacci, invece, oltre che “identitaria e sovranista” è soprattutto “vitale” – aggettivo che nelle pagine del programma ricorre molte volte – “cioè non rattrappita e avviluppata sulle regole del discorso decise dai padroni della cultura e da chi dà patenti per decidere che cosa si possa pensare e che cosa no”. Vitale, peraltro, vuole esserlo anche biologicamente puntando a sconfiggere il saldo demografico negativo. Perchè gli italiani facciano più figli si immaginano varie misure tra cui l’introduzione di “quote azzurre nei concorsi pubblici, riservando una parte dell’ammontare dei posti a bando ai genitori di famiglie numerose”. Lo slogan di tutto il capitolo è: “Sostenere la famiglia che procrea è sostenere il futuro dell’Italia”. Si chiede anche una deroga al Patto di stabilità europeo “che verta non sulle emissioni di carbonio ma sulla procreazione”. Viceversa nella lotta all’immigrazione clandestina, ma anche regolare (si immagina, tra l’altro, la revisione in senso restrittivo della legge sulla cittadinanza e lo stop ai ricongiungimenti familiari) è necessario “escludere coloro che non sono cittadini italiani da tutti i benefici sociali straordinari a carico del nostro Paese, che riguardano accesso all’edilizia popolare, bonus di varia natura, sussidi di disoccupazione che oggi permettono piani intenzionali di alternanza lavoro/non lavoro e simili”. Insomma, “per fare un italiano non ci vuole un corso di educazione civica: ci vogliono secoli”.
Futuro nazionale punta “a una nuova primavera italiana” a partire da alcuni principi, inviolabili, le famose “linee rosse” spesso tirate in ballo dall’ex generale quando si parla di accordi con il centrodestra. Quali sono? Sulla pagina on line del programma c’è un banner a rullo che riassume alcune parole chiave (“Identità”, “Tradizioni”, “Virtù”, “Amore”, tra le altre) ma, in particolare, si tratta di concetti come “identità nazionale” intesa come discendenza “dai padri”, “dai popoli italici” e, ancora, “sicurezza, libertà, merito e tradizione”, nel senso di “dare il volto”, citando lo scrittore britannico Gilbert Keith Chesterton, “alla più oscura di tutte le classi, quella dei nostri avi”. “Come scriveva Giovannino Guareschi, nel diario redatto durante la prigionia in un campo tedesco ‘bisogna anche tener conto dei Morti, nella vera democrazia’”, si spiega. Tra i principi fuori discussione “la difesa della vita dal concepimento alla morte naturale, della famiglia naturale, dell’identità cristiana, della concezione romana del diritto”.
Per quanto riguarda la famiglia – l’ambito nel quale avvengono la maggior parte dei femminicidi – Vannacci non è preoccupato dall’incidenza di queste “forme di violenza passionale” – “più spesso adoperata da parte del soggetto fisicamente più forte”, s’intende l’uomo, “sebbene la cronaca offra con meno pubblicità anche esempi di violenze sugli uomini da parte delle donne” – perchè “le statistiche sono oggettivamente non preoccupanti se confrontate con quelle degli altri Paesi”. Il programma contiene una serie di misure preventive ma anche la critica al “modello educativo della sinistra fondato sull’ideologia della costante ‘lotta al patriarcato'”. Il ragionamento suona così: “Dove scompare ogni traccia della ‘società patriarcale’ va diffondendosi un preoccupante aumento della violenza sulle donne”. Insomma “il patriarcato mediterraneo” va protetto e non criminalizzato.
E, ancora: la destra di FnV “si ispira a un patriottismo realista e infaticabile”, mette al centro “l’interesse nazionale” “di quella che è stata la culla della civiltà europea: quel corpo che è Roma antica, quell’anima che è la Roma cristiana” (frase che sarebbe piaciuta a Vannaccius). Si tratta di “risvegliare” la destra, una “destra divina che è dentro di noi, nel sonno” come recita la citazione di Pier Paolo Pasolini riportata sul frontespizio del programma.
Sul fronte dell’economia ci sono proposte per la partecipazione dei dipendenti agli utili dell’impresa e l’azionariato diffuso, per l’introduzione di una “moneta fiscale” di modo che i crediti fiscali diventino “cedibili” tra privati e “un vero quoziente familiare”.
Per quanto riguarda la giustizia riforma del Csm “per recidere ogni legame tra nomine giudiziarie e logiche correntizie”, responsabilità civile diretta per i magistrati, abrogazione della norma sul femminicidio come delle leggi antiomofobia e della legge Mancino. Sul fronte dell’energia il via libera all’acquisto di gas russo, un piano per il nucleare di ultima generazione, l’ora legale tutto l’anno per maggiori risparmi.





