Roma, 22 ott. (askanews) – Il contributo di solidarietà temporaneo sugli utili eccedenti delle imprese del settore energetico, istituito in risposta alla crisi energetica provocata dalla guerra in Ucraina “è conforme al diritto dell’Unione”. Queste le conclusioni dell’avvocato generale alla Corte di giustizia dell’Unione europea, Athanasios Rantos, come ripoprta un comunicato.
Il caso riguardava le cause relative a Varo Energy Belgium, Vermilion Energy Ireland e Acea Produzione dopo che nel 2022, ricorda la Corte Ue, per far fronte all’aumento dei prezzi dell’energia provocato dalla guerra in Ucraina, il Consiglio dell’Unione europea ha adottato un regolamento che istituisce un contributo di solidarietà temporaneo sugli utili straordinari realizzati nel 2022 e nel 2023 dalle imprese dei settori del petrolio, del gas naturale, del carbone e della raffinazione, a condizione che tali utili superino del 20% la media degli utili imponibili dei quattro esercizi precedenti.
Le Corti costituzionali italiana e belga, nonché l’Alta Corte irlandese, hanno chiesto alla Corte di giustizia di pronunciarsi sulla validità del regolamento e di chiarirne talune disposizioni, al fine di consentire loro di valutare la compatibilità con il diritto dell’Unione delle misure nazionali contestate dinanzi ad esse.
La Corte costituzionale italiana, in particolare, ha chiesto se il contributo possa essere esteso a operatori non espressamente contemplati dal regolamento, come le imprese che commercializzano o distribuiscono energia, alcune delle quali erano già soggette a un tetto sui ricavi nel 2022.
“Nelle sue conclusioni odierne, l’avvocato generale Athanasios Rantos ritiene che il regolamento europeo, nonché le misure nazionali che ne derivano, rimangano legittimi in ragione del loro carattere eccezionale e temporaneo”, riferisce la Corte Ue.





