Roma, 9 lug. (askanews) – È una vittoria che va ben oltre il semplice risultato sportivo quella ottenuta da Gianluca Laliscia ed Ego Agylla nella CEN A di 42 km a Torgnon (AO), sesta tappa della Coppa Italia FISE & MASAF 2025. Un successo che racconta una storia fatta di dedizione, visione e amore per il cavallo, nella sua dimensione più autentica. Su un percorso tecnico e impegnativo, il binomio ha mostrato grande intelligenza tattica, perfetta gestione e un affiatamento impeccabile. I rientri cardiaci sempre sotto il minuto hanno confermato non solo la brillante preparazione atletica, ma anche lequilibrio e la sintonia tra cavaliere e cavallo.
A soli 5 anni, Ego Agylla ha stupito per la sua maturità e per la calma e determinazione con cui ha affrontato ogni fase della gara. Sotto la sella dellesperto Gianluca Laliscia – campione del Mondo a squadre nel 2005 e figura di riferimento nellendurance internazionale – il giovane cavallo ha saputo esprimere tutto il suo potenziale.
Il trionfo è stato coronato da due importanti riconoscimenti: Ego Agylla ha ricevuto il premio ANICA, come miglior cavallo iscritto allAssociazione Nazionale Italiana Cavallo Arabo in classifica, e il premio MASAF, riservato ai cavalli di 5 anni nati in Italia, segnando così una tappa fondamentale nella sua giovane carriera e nellimpegno di Italia Endurance nella valorizzazione del cavallo arabo da endurance.
Ma questa vittoria non è solo il frutto di una prestazione sportiva. È il risultato di un progetto allevatoriale ambizioso portato avanti da Italia Endurance Stables & Academy di Agello di Magione, che da anni ha scelto di investire nella selezione e nellallevamento del purosangue arabo per lendurance, per dare vita a una filiera completa in cui sport, etica e visione si fondono in un percorso virtuoso. Un progetto pensato non solo per vincere, ma per valorizzare il cavallo come vero protagonista, rispettandone i tempi di crescita e curandone ogni aspetto, dalla nascita alle prime gare.
In questottica, ogni puledro allevato porta un nome in lingua latina, con la lettera iniziale a identificare lanno di nascita, accompagnato dal suffisso Agylla, omaggio alla ninfa che secondo la leggenda si innamorò perdutamente del principe Trasimeno, figlio del dio Nettuno. Una scelta che riflette il legame profondo con il territorio umbro e con una storia che affonda le radici nella mitologia, ma parla al presente con orgoglio e visione. Oggi, Ego Agylla è la prova concreta del valore di questo percorso: un giovane campione, nato e cresciuto sotto il segno della passione, della competenza e del rispetto.
