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Dolomiti Bellunesi, si lavora per il primo Atlante dei mammiferi

Venezia, 20 ago. (askanews) – Realizzare il primo Atlante dei mammiferi del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, coinvolgendo anche la cittadinanza: è questo l’obiettivo del progetto triennale nato dalla convenzione tra il Parco e il Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, con la collaborazione del Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue della Fondazione Musei Civici veneziani.

“Per fare questa indagine – ci ha spiegato Arianna Spada, borsista di ricerca al Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica dell’Università Ca’ Foscari – useremo varie metodologie e quelle che abbiamo deciso di mettere in campo sono legate alle specie sulle quali abbiamo meno dati, per cui in questo caso in particolare ci troviamo nell’area di Pedavena e stiamo cercando di monitorare i micromammiferi attraverso la cattura temporanea di questi animali e il rilascio dopo che li abbiamo pesati, identificati a livello di specie e capito se si tratta di maschi o femmine, riproduttivi o meno”.

Nello specifico si è deciso di focalizzarsi soprattutto su specie elusive o poco indagate, come per esempio il gatto selvatico. E i ricercatori del Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue forniscono le competenze specialistiche nella ricerca sui mammiferi e la loro esperienza nella progettazione di atlanti faunistici.

“Tutti questi studi – ha aggiunto Mauro Bon, responsabile della ricerca e divulgazione scientifica del museo veneziano – non hanno solo il merito di aumentare la conoscenza sull’ambiente naturale, ma servino anche da volano a tutte quelle attività che poi si svolgono in museo e all’esterno del museo. Nel museo ci sono attività educative e divulgative, fuori dal museo si tengono tutte quelle attività che coinvolgono la cittadinanza nella partecipazione alla ricerca, in questo caso con specifici progetti per coinvolgere la popolazione locale nella raccolta dei dati e poi, più in generale nella sensibilizzazione delle persone nei riguardi dell’ambiente, del parco con tutte le sue peculiarità e le sue caratteristiche”.

Avviato nel febbraio 2025, il progetto si sviluppa in tre fasi: recupero e analisi delle informazioni già disponibili su tutti i mammiferi del Parco; raccolta di nuovi dati sul campo e infine realizzazione di testi, cartografie e schede che confluiranno nella pubblicazione dell’Atlante.

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