Roma, 30 apr. (askanews) – Con “l’iniziativa del governo” sul cosiddetto disegno di legge sicurezza “ci troviamo” davanti “all’annientamento delle prerogative parlamentari” e su questo “si fonda il ricorso che presentiamo alla Corte Costituzionale sul conflitto di attribuzioni”. Così il segretario di + Europa, Riccardo Magi, in conferenza stampa alla Camera.
“Chiediamo alla Corte non solo di dichiarare il ricorso ammissibile per conflitto di attribuzioni ma anche di annullare la delibera del Consiglio dei ministri con la quale è stata sostanzialmente approvata la deliberazione del 4 aprile 2025 e conseguentemente il decreto legge numero 48 dell’11 Aprile 2025”, ha spiegato Magi. “Siamo consapevoli del fatto che questa sia una strada niente affatto semplice ma siamo anche molto convinti del fatto che vada percorsa perché crediamo di essere davanti a qualcosa che segna uno strappo mai avvenuto prima nei rapporti tra organi costituzionali”, ha detto ancora.
Fino ad aprile 2025, il Parlamento era stato impegnato, da febbraio, nell’esame del ‘ddl sicurezza’, dal contenuto sostanzialmente identico al nuovo Decreto-Legge, nonché dal medesimo titolo, e non si capisce perché “il Governo abbia ritenuto di interrompere l’esame del disegno di legge e di sostituirlo con l’ennesimo decreto-legge”, ha aggiunto Magi sottolineando che “non sussistevano condizioni di straordinaria necessità e urgenza”.
Per il segretario di + Europa “il Governo ha deliberatamente scelto di fingere che il Parlamento non esista”. Ha deciso “di metterlo a tacere, forse per timore di affrontare probabili divisioni e fratture interne alla maggioranza. In materia di sicurezza, adottando questo decreto-legge, il Governo ha abolito il Parlamento e violentato le prerogative dei parlamentari, senza nemmeno preoccuparsi di motivare le ragioni di necessità e urgenza”, ha continuato Magi.
“Oltre alla lesione delle prerogative costituzionalmente attribuite al Parlamento e ai singoli parlamentari, violate dal governo, e ai vizi di costituzionalità collegati all’abuso dello strumento della decretazione d’urgenza, alla eccessiva eterogeneità del contenuto del decreto, peraltro in materia penale, che dovrebbe essere trattata con estrema cautela e soltanto dal Parlamento, il dl sicurezza presenta numerosissime ragioni di incostituzionalità anche nel merito del suo contenuto”, ha evidenziato Magi sottolineando anche “un forte segnale di deterioramento delle funzioni di garanzia dei presidenti di Camera e Senato”.
