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Dieta mediterranea: istituita dall’ONU la giornata internazionale

Un riconoscimento che dura da 15 anni

di Alessandra Cori

 

L’assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato la risoluzione che istituisce la Giornata internazionale della Dieta Mediterranea, fissandola al 16 novembre.

 

La risoluzione, proposta dall’Italia insieme a Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Libano, Marocco, Portogallo, San Marino, Spagna e Tunisia, è frutto di un negoziato che puntava al riconoscimento delle diete territoriali in termini di sicurezza alimentare, presidio della biodiversità e delle tradizioni, come ricordato anche dal rappresentante permanente d’Italia presso le Nazioni Unite, Maurizio Massari, nell’illustrare l’iniziativa. “Il messaggio dell’istituzione di una giornata internazionale ad hoc – dice l’ambasciatore – si propaga anche in altre regioni del mondo, mettendo in risalto il contributo dei prodotti locali, il ruolo che le diete tradizionali svolgono nel plasmare non solo i sistemi alimentari, ma il futuro stesso delle società”.

 

Non a caso l’iniziativa rientra nel solco dell’impegno italiano per la trasformazione dei sistemi agroalimentari globali e arriva dopo il riconoscimento della Cucina Italiana come patrimonio mondiale dell’Umanità.

 

La scelta del giorno, il 16 novembre, non è casuale in quanto coincide con la data in cui l’Unesco, ormai 15 anni fa, iscrisse la Dieta Mediterranea nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’Umanità. In quell’occasione si ricordava che la Dieta Mediterranea è molto più di un semplice elenco di alimenti o una tabella nutrizionale. È uno stile di vita che comprende una serie di competenze, conoscenze, rituali, simboli e tradizioni concernenti la coltivazione, la raccolta, la pesca, l’allevamento, la conservazione, la cucina e soprattutto la condivisione e il consumo di cibo. Mangiare insieme è la base dell’identità culturale e delle comunità nel bacino Mediterraneo, dove i valori dell’ospitalità, del vicinato, del dialogo interculturale e della creatività, si coniugano con il rispetto del territorio e della biodiversità.

 

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In questo senso il patrimonio culturale della dieta mediterranea svolge un ruolo vitale nei riti, nei festival, nelle celebrazioni, negli eventi culturali, riunendo persone di tutte le età e classi sociali. Si tratta di una vita comunitaria che valorizza anche l’artigianato e le vocazioni locali, come la produzione di contenitori per la conservazione e il consumo di cibo, le manifatture artistiche di piatti e bicchieri di ceramica e vetro, l’arte del ricamo e della tessitura.

 

La FAO, che in tutti questi anni ha continuato a sostenere i Paesi nella tutela e promozione della dieta mediterranea, anche grazie a collaborazioni di lungo periodo con l’Italia e a progetti in Libano e Tunisia, avrà un ruolo guida nel sostenere le attività legate alla celebrazione della giornata, che ha ottenuto il sostegno degli Stati membri in sede di Consiglio, anche perché la risoluzione, promossa da 13 Paesi dell’area mediterranea, contribuisce al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

 

Una filosofia di vita che nasce dal passato e può traghettarci verso un futuro sano, sostenibile e inclusivo. La Dieta Mediterranea come istituzione sociale fondata su conoscenze che si tramandano, pratiche agricole, filiere corte e convivialità è una rappresentazione emersa già in occasione della candidatura Unesco, che sentenziò: “Si tratta di un sistema radicato nel rispetto per il territorio e la biodiversità, e garantisce la conservazione e lo sviluppo delle attività tradizionali e artigianali legate alla pesca e all’agricoltura nelle comunità mediterranee, di cui Soria in Spagna, Koroni in Grecia, il Cilento in Italia e Chefchaouen in Marocco sono esempi. Le donne rivestono un ruolo particolarmente vitale nella trasmissione delle competenze, nonché della conoscenza di rituali, gesti e celebrazioni tradizionali, e nella salvaguardia delle tecniche”.

 

Un patrimonio in perfetto equilibrio tra cultura umanistica e scientifica, ma sotto costante minaccia e che richiede, pertanto, tutele.  “In un momento in cui le diete tradizionali sono messe sotto pressione dal cambiamento dei modelli di consumo e dalla diffusione degli alimenti altamente trasformati – ha dichiarato il direttore generale aggiunto FAO, Maurizio Martina – questa giornata internazionale offre una preziosa opportunità per tutelare la diversità alimentare, ridurre le perdite e gli sprechi di cibo e promuovere stili di vita più sani, per le generazioni presenti e future”.

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