
MONTRÉAL – “Nato in Puglia, mi sono laureato in Ingegneria edile al Politecnico di Bari. Ho fatto un’esperienza di studio all’Université de Liège, in Belgio, per il mio progetto di tesi con il gruppo di ricerca del Local Environment Management & Analysis – LEMA. Ho poi lavorato un paio d’anni per un’azienda a Roma, agli appalti di costruzione di opere infrastrutturali ed edili, scuole, ospedali, il Polo oncologico di Messina, progetti per il fotovoltaico a Bari, centrali idroelettriche in giro per l’Italia. In seguito, sono tornato di nuovo a Bari, come libero professionista progettista e consulente tecnico, per aziende, privati, alcuni appalti pubblici, il tribunale, lavorando per opere pubbliche, ristrutturazioni e riqualificazioni energetiche di edifici industriali…”. Così si racconta Diego Chiatante, che ha sempre cercato delle esperienze internazionali, anche in Medio Oriente o negli Stati Uniti, senza trovare però niente di allettante. “Sono sempre stato attirato da paesi nordici e freddi, io soffro il caldo… il Canada mi interessava anche perché ho sempre parlato inglese e francese. Ho fatto dei colloqui, ottenuto il Working Holiday Visa… io pensavo di fare solo una breve esperienza…”. E invece, poi, è andata in modo molto diverso. Inizialmente Diego approda a Toronto nel 2017, ma poi sarà Groupe Nordik, ad Ottawa-Gatineau, a far svoltare la sua vita. “Assumevano per la progettazione di Spa e spazi benessere e ho inviato la mia candidatura, anche se non avevo nessuna esperienza nella costruzione hospitality. Il direttore, un visionario, mi ha fatto il colloquio ed è scattata una scintilla, ha creduto in me. È ancora un grande amico, un mentore per me. Sono passato, quindi, dai cantieri degli ospedali alle Spa, che sono ambienti più estetici, esperienziali, quasi teatrali, ma pur sempre spazi sanitari e tecnici… Poi la pandemia ha raso al suolo l’economia del wellness-hospitality, e Ottawa in generale rappresenta una realtà molto piccola. I capi mi hanno sponsorizzato all’inizio e aiutato alla fine, aspettando che diventassi Residente Permanente prima di mettermi in disoccupazione. Sarò sempre molto riconoscente… penso che in Italia sarebbe andata peggio”. Poi, nel 2020, Diego arriva a Montréal, assunto come designer nel rinomato studio di architetti DMA, muovendo i suoi primi passi anche nella gestione di progettazioni canadesi: “Mi sono sempre trovato molto bene. Qui c’è un grande rispetto per la professione, che è gratificante e motivante”. Nel 2022 passa come project manager a Figurr Architects Collective, un importante atelier che costruisce nel sociale.

“È stato fantastico lavorare al progetto del Tshissenitamun Mitshuap Cultural Centre a Mani-Utenam, un centro culturale nella regione di Côte-Nord – Sept-Îles finanziato da Hydro-Québec – in cambio ovviamente dell’uso funzionale dei territori – per preservare la cultura, l’arte, la musica e le tradizioni Innu e assicurare una continuità generazionale di conoscenza dagli anziani ai giovani. È un bellissimo progetto, nella riserva autoctona, vicino al sito dove si svolge l’annuale Festival Innu-Nikamu. La ragione per la quale ho fatto il salto da DMA a Figurr è stato proprio perché lavorare per l’habitat delle Prime Nazioni è un unicum, non sono in molti ad essere in grado di rapportarsi a queste realtà. Dal punto di vista contrattuale è una dimensione inusuale, e anche per l’aspetto del design: il rapporto con il luogo, la natura, il paesaggio, lo spazio, l’aggregazione… c’è molto da studiare… mi sto facendo una vera a propria cultura, leggendo il più possibile per “empatizzare” con i destinatari”. E poi, Diego non manca di menzionare la dinamicità di Montréal, la vita che offre: “Per apertura di spirito, opportunità e offerta culturale non ha nulla da invidiare alle città europee. Certo, ho lavorato anche ai cantieri, in alto, a -30°C, contro vento… ma in fondo a me il freddo piace!”. Attualmente Diego si occupa di logements sociaux per l’Office municipal d’habitation de Montréal. Se non è integrazione questa…






One thought on “Diego Chiatante da Bari a Montréal, con la passione per l’architettura e…per il freddo”
Complimenti Diego, bella esperienza ricca di sacrifici e riconoscimenti….