Milano, 7 ago. (askanews) – Una gigantesca antenna alta 25 metri che scruta il cielo per individuare satelliti, detriti spaziali e persino asteroidi potenzialmente pericolosi. È il cuore dell’Osservatorio di Chilbolton, nel sud dell’Inghilterra, uno dei centri che alimentano il sistema britannico di monitoraggio e protezione dello spazio.
Grazie al nuovo sistema Borealis, possono inviare alert agli operatori satellitari quando un detrito rischia di provocare una collisione.
“Quando ho iniziato a lavorare alla Space Agency, nel 2018, c’erano circa mille oggetti nello spazio. Oggi sono circa 16mila e il loro numero continua a crescere rapidamente. Lo spazio è sempre più congestionato e la necessità di monitorarlo aumenta continuamente”, ha spiegato Matthew Archer, della UK Space Agency.
Secondo le stime dell’Agenzia spaziale europea, sono circa 55mila i detriti spaziali con dimensioni superiori ai 10 centimetri e oltre un milione quelli di almeno un centimetro. La maggior parte non rappresenta un pericolo immediato, ma anche un piccolo frammento può danneggiare o distruggere un satellite.
“Ora, per fortuna, la maggior parte di questi frammenti non entra in collisione con nulla nella maggior parte dei casi. Una parte di essi si trova in quelle che chiamiamo orbite cimitero. Quando individuiamo frammenti di grandi dimensioni o eventi di frammentazione, possiamo avvisare gli operatori satellitari che esiste un rischio di collisione, così da permettere loro di spostare il satellite e proteggerlo”, ha concluso Archer.





