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Deficit: Ottawa risparmia 11,4 miliardi

Nonostante i dazi Trump, i conti federali reggono. Nuovi sussidi per 12 milioni di canadesi a basso reddito, ma il rosso nei conti pubblici resterà per altri cinque anni

OTTAWA – La buona tenuta dell’economia canadese, nonostante i dazi imposti dall’amministrazione Trump e l’incertezza in Medio Oriente, permette al governo Carney di presentare un deficit inferiore alle previsioni per l’ultimo esercizio finanziario, accompagnato da misure concrete a sostegno delle famiglie a basso reddito alle prese con il caro vita.

 

Nel suo aggiornamento economico presentato martedì 28 aprile alla Camera dei Comuni, il ministro delle Finanze François-Philippe Champagne ha stimato che il deficit per l’esercizio 2025-2026 si attesterà a 66,9 miliardi di dollari, vale a dire 11,4 miliardi in meno rispetto ai 78,3 miliardi previsti nel suo primo budget di novembre scorso. Il deficit sarebbe stato ancora più contenuto – attorno ai 60,6 miliardi – se non fosse stato per nuove misure annunciate dall’inizio dell’anno. La principale è la nuova Allocation canadienne pour l’épicerie et les besoins essentiels, del valore di 3,1 miliardi di dollari, un sussidio destinato a circa 12 milioni di canadesi a basso reddito che sarà accreditato direttamente sui conti correnti a partire dal 5 giugno. Il governo ha inoltre destinato 1,7 miliardi per accelerare la costruzione di alloggi.

 

Tra le misure che pesano sui conti pubblici figura anche la sospensione della tassa di accisa sul carburante — 10 centesimi al litro per la benzina e 4 centesimi per il diesel — in vigore dal 20 aprile al 7 settembre, che costerà 2,4 miliardi di dollari alle casse federali. Champagne ha precisato che i due terzi delle entrate supplementari dell’ultimo esercizio sono stati destinati a misure di accessibilità economica per i cittadini.

 

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Sul fronte delle prospettive, il rosso nei conti federali è destinato a persistere per i prossimi cinque anni, con previsioni sostanzialmente in linea con il precedente budget: 65,3 miliardi nell’esercizio in corso, 63,1 miliardi nel 2027-2028, 57,7 miliardi nel 2028-2029, 56,2 miliardi nel 2029-2030 e 53,2 miliardi nel 2030-2031. Il ministro ha tuttavia assicurato che il governo resta ‘‘fermamente sulla buona strada per equilibrare le spese operative con le entrate entro il 2028-2029’’, mantenendo il rapporto deficit-PIL su una traiettoria discendente costante.

 

Per il 2026, Champagne prevede una crescita economica dell’1,1%, un tasso di inflazione del 2,5%, una disoccupazione media del 6,5% e un tasso direttivo della Banca del Canada stabile al 2,25% per tutto l’anno.

 

Le reazioni dell’opposizione sono state unanimemente critiche, seppur per ragioni diverse. Il leader conservatore Pierre Poilievre ha sintetizzato così: ‘‘Più costi, più debiti, più tasse — questo primo ministro è solo un altro liberale’’. Il leader del Bloc québécois Yves-François Blanchet ha lamentato l’assenza di misure di transizione legate ai nuovi dazi americani. Avi Lewis, leader dell’NDP, ha parlato di ‘‘opportunità mancata’’ di fronte a una crisi del costo della vita che richiederebbe ‘‘grandi soluzioni concrete’’. Elizabeth May, leader dei Verdi, si è detta ‘‘delusa’’ per la mancanza di risposte alla crisi climatica.

 

‘‘Viviamo momenti difficili – ha concluso Champagne e i canadesi si aspettano che gestiamo la nostra economia in modo sano e con rigore di bilancio. Negli ultimi sei mesi abbiamo aiutato i canadesi con misure concrete che rendono la vita quotidiana più accessibile, rafforzando al contempo la nostra economia’’. (V.G.)

 

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