Washington elimina le tariffe del 50% su alcuni prodotti canadesi, ma ne introduce di nuove su altre merci. Il 3 novembre il voto del midterm

OTTAWA – La guerra commerciale tra Canada e Stati Uniti continua a colpi di dazi, esenzioni e nuove ritorsioni. L’amministrazione di Donald Trump ha annunciato, venerdì 23 ottobre, una parziale retromarcia sulle tariffe del 50% imposte la scorsa estate a numerosi prodotti canadesi. Una decisione che, tuttavia, non segna una distensione nei rapporti tra Ottawa e Washington: mentre alcuni prodotti saranno esentati, altri finiranno nel mirino della Casa Bianca. Dal 30 ottobre non saranno più soggetti ai dazi aggiuntivi determinati pannelli di compensato, prodotti di carta, macchinari industriali e agricoli, apparecchiature per la refrigerazione e materiali per l’imballaggio. In compenso, le tariffe del 50% saranno estese ad altre categorie di merci, tra cui tappeti, shampoo, saponi, vernici, canoe e alcuni prodotti industriali. Le modifiche riguarderanno anche le merci che rispettano le regole dell’accordo di libero scambio Canada-Stati Uniti-Messico (ACEUM).

La Casa Bianca giustifica la decisione con la necessità di tutelare le imprese e i lavoratori americani, accusando nuovamente il Canada di pratiche commerciali discriminatorie. Le tensioni si sono aggravate durante la scorsa estate, dopo il fallimento dei negoziati bilaterali e l’introduzione di nuove tariffe da entrambe le parti. Washington continua ad attribuire a Ottawa la responsabilità dello stallo, mentre un’intesa commerciale resta lontana. Dietro questa parziale apertura, però, si intravede anche un preciso calcolo politico. La prima ad annunciare le esenzioni è stata la Senatrice repubblicana del Maine, Susan Collins, impegnata in una difficile campagna per la rielezione del 3 novembre. Collins ha spiegato di aver esercitato pressioni sul rappresentante americano per il Commercio, Jamieson Greer, e sul segretario al Commercio, Howard Lutnick, per alleviare le difficoltà delle imprese locali. Nel Maine, infatti, numerosi produttori di mirtilli, patate e mele dipendono da macchinari e materiali canadesi difficilmente sostituibili. Le nuove esenzioni interesseranno anche alcuni prodotti legati alla lavorazione delle alghe, settore importante per l’economia costiera dello Stato. La tempistica non è passata inosservata: le modifiche entreranno in vigore appena quattro giorni prima delle elezioni di metà mandato, quando i repubblicani cercheranno di conservare il controllo del Congresso. Per il Canada, dunque, una buona notizia soltanto a metà: alcuni settori potranno tirare un sospiro di sollievo, mentre altri dovranno affrontare nuovi ostacoli alle esportazioni.





