Roma, 25 set. (askanews) – Nell’anno in cui si festeggiano i 75 anni dalla ripresa delle relazioni diplomatiche tra Italia e Germania, il Romaeuropa Festival propone diversi appuntamenti all’insegna della cooperazione con la Germania. Accanto agli spettacoli di produzione o a partecipazione tedesca, in questa edizione sono tre le istituzioni tedesche in Italia che collaborano direttamente con il Festival: l’Ambasciata di Germania, il Goethe-Institut e l’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo.
Il programma spazia dalla musica al teatro, dal Novecento al presente, dall’analogico al digitale, da nomi già noti e apprezzati alle nuove scoperte.
Il primo appuntamento è il 26 settembre con “Silencio”: nella cornice del Teatro Argentina va in scena Moritz von Oswald, uno dei pionieri del dub techno tra i compositori più acclamati della scena tedesca.
Il 27 settembre, al Mattatoio, il collettivo Total Refusal, formato da Susanna Flock, Robin Klengel, Leonhard Muellner e Micheal Stumpf, nell’ambito della rassegna ULTRA CLUB, propone un incontro tra videogame e arti performative.
Doppio appuntamento il 29 settembre, sempre al Mattatoio: alle 19 va in scena “Die schoene Magelone (The beautiful Magelone)” di Sabine Scho, in lingua tedesca con sottotitoli in italiano. È un progetto che unisce musica, lettura e performance. Le quindici romanze di Johannes Brahms sono interpretate da Gideon Poppe e Anh Trung Sam, con inserti poetici contemporanei di Sabine Scho e una performance di hair art dal vivo curata da Julian Aaron Astor Paschen; alle 21 il compositore tedesco Hans Thomalla in “Nachtmusik (Night Music)” costruisce un attraversamento del buio come esperienza acustica, spaziale e percettiva esplorando il confine tra sogno e realtà.
Il 6 ottobre, infine, al Teatro Argentina è in programma la prima nazionale di “Bach Cello Dance”. Sasha Waltz torna dopo molti anni sul palco come danzatrice, e crea un dialogo straordinario con Anastasia Kobekina, tra le violoncelliste e i violoncellisti più importanti della sua generazione. Al centro di questo incontro unico le suites di Johann Sebastian Bach.
Tra le presenze tedesche alla quarantunesima edizione del Festival si segnala, infine, anche quella di Ersan Mondtag, il 30 ottobre al Mattatoio per chiudere la maratona “Heimat – Patria/Straniero” promossa dall’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico: cinque registi hanno guidato gli allievi del secondo anno di specializzazione dell’Accademia intorno a questo tema. Mondtag lo ha affrontato ispirandosi a Winterreise di Elfriede Jelinek.
Il 4 novembre infine all’Auditorium Parco della Musica la New European Ensemble, diretta da Carlo Boccadoro, propone le Voices di Hans Werner Henze, un intenso mosaico di testi poetici e politici che si trasformano in teatro musicale.





